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Alterazione come non-azione. Minjung Kim alla galleria Robilant+Voena

Minjung Kim, Ripetizioni, Robilant+Voena, Milano Minjung Kim, Ripetizioni, Robilant+Voena, Milano
Minjung Kim, Ripetizioni, Robilant+Voena, Milano
Minjung Kim, Ripetizioni, Robilant+Voena, Milano

La mostra presenta dodici opere realizzate da Kim negli ultimi dieci anni, dove sintetizza elementi delle tradizioni orientali e occidentali

Tutte le cose cambiano incessantemente, e questa sottile ma inarrestabile alterazione dovrebbe essere compresa ed espressa attraverso la non-azione”. Il lirico statement dell’artista coreana Minjung Kim introduce alla perfezione le sue opere esposte nella mostra Ripetizioni, presso la sede milanese della galleria Robilant+Voena. Si tratta della quarta personale dell’artista con R+V, e sarà visitabile nei giorni della fiera miart. Nata a Gwangju, Corea del Sud, Kim ha vissuto per oltre trentacinque anni in Italia, diplomandosi all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1991.

 

Minjung Kim, Ripetizioni, Robilant+Voena, Milano
Minjung Kim, Ripetizioni, Robilant+Voena, Milano

Dalla sua formazione iniziale in Corea derivano le tecniche utilizzate da Kim, le arti tradizionali come la calligrafia e la pittura a pennello. In occidente ha sviluppato la sua attenzione verso i pittori astratti europei e americani del ventesimo secolo, tra cui Lucio Fontana, Alberto Burri, Paul Klee e Franz Kline. Elementi metabolizzati nella sua pratica attuale, dove sintetizza elementi delle tradizioni orientali e occidentali, anche nelle opere recenti esposte a Milano.

 

Minjung Kim, Ripetizioni, Robilant+Voena, Milano
Minjung Kim, Ripetizioni, Robilant+Voena, Milano

La mostra presenta dunque dodici opere archetipiche realizzate da Kim negli ultimi dieci anni, tra cui lavori appartenenti alle serie più note, come Mountain, Timeless e The Street. Da ammirare le opere più identitarie dell’artista, realizzate con carta Hanji bruciata, tagliata e stratificata. “Nella serie Phasing , ci sono sempre due strati di carta molto sottile applicati su uno strato più spesso sottostante”, afferma l’artista. […] Gli strati di carta vengono incollati insieme, dando vita a quello che sembra un errato facsimile, creando un’illusione di profondità spaziale“.

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