29 Settembre 2026 01:08

La svolta. La buona occasione di Roberto Gramiccia nel mondo dell’arte

Roberto Gramiccia
Roberto Gramiccia
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo sedicesimo appuntamento ci risponde Roberto Gramiccia, critico d’arte, giornalista e medico

Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?

Ci risponde Roberto Gramiccia, critico d’arte, giornalista e medico.

Di medici che fanno i critici d’arte ce ne sono pochi. A parte il precedente illustre di Filiberto Menna. Per quanto mi riguarda, la passione per l’arte contemporanea è nata prendendomi cura della salute degli artisti. Tutto quello che ho imparato, l’ho imparato da loro. Queste le radici delle mie competenze, irrobustite dallo studio e dalla frequentazione di una figura importante come quella del gallerista Fabio Sargentini. È stato proprio l’incontro con un artista dell’Attico di Sargentini a rappresentare la svolta fondativa nella mia carriera di critico e poi di giornalista prestato all’arte e di curatore. Sto parlando di Pizzi Cannella.

L’amicizia quasi trentennale che ne è seguita mi ha consentito di frequentare con assiduità il più grande pittore che io abbia incontrato nella mia vita, oltre che una persona di rara umanità. Il 1989 fu l’anno di quell’incontro, l’antefatto di una serie interminabile di mostre, viaggi, incontri, serate, nottate, in cui letteralmente io ho vissuto immerso nell’arte. Delle tante cose fatte insieme, citerò soltanto l’ultima mostra del 2016: Pizzi Cannella. La Habana. Era allestita nella Biblioteca nazionale dell’Avana, in Piazza della Rivoluzione.

Eviterò di raccontare delle moltissime decine di esposizioni ideate e curate, dei quindici libri pubblicati e dei tanti eventi promossi. Mi soffermerò soltanto su una mostra che ha portato a sintesi la mia riflessione pluridecennale sulla fragilità (la mia seconda svolta). Proprio la frequentazione assidua degli artisti mi ha consentito di meglio inquadrare i rapporti fra fragilità e arte. Questo interesse ha contribuito a suscitare in me l’irrinunciabile determinazione a sistematizzare la mia riflessione sulla vulnerabilità umana, intesa come motore della storia.

Uno sforzo che ha prodotto una prima grande mostra nel 2018, presso la Biblioteca Vallicelliana, dal titolo Dimensione fragile, e produrrà un nuovo evento espositivo che raccoglierà, nello stesso luogo, le opere di oltre 100 autori, ispirate ai temi del mio ultimo saggio, uscito in questi ultimi mesi e realizzato con il contributo fondamentale di Ginevra Amadio. Il libro si intitola Teoria della fragilità. Alla ricerca di un potete nascosto (Diarkos). Partita dall’interesse clinico per la fragilità degli artisti, la lunga strada che ho percorso mi riporta, in questo volume, alla fragilità come ontologia dell’esistere, come possibilità di cambiare il mondo: non solo quello dell’arte.

Leggi “La svolta” su ArtsLife

1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti
8 – Sarah Cosulich
9 – Alberto Dambruoso
10 – Fabio Sargentini
11 – Raffaella Cortese
12 – Nicola Ricciardi
13 – Paola Manfredi
14 – Maria Cristina Didero
15 – Paola Capata