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I venti anni del Festivaletteratura di Mantova

Venti anni di Festivaletteratura: dal 7 all’11 settembre arriva a Mantova l’edizione 2016 del Festival che pone la letteratura al centro.bNella scorsa edizione, il festival ha visto un’affluenza di 125 mila persone e dal 1997 ad oggi ha ospitato oltre 4 mila autori.

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Traducendo una fortunata formula anglossassone, Festivaletteratura ha annullato la distanza tra chi scrive e chi legge senza confondere i ruoli. In ogni incontro gli autori sono chiamati a mettersi in gioco di fronte a un pubblico che ascolta, chiede, rilancia.

 

IL FESTIVAL
Il filo conduttore di Festivaletteratura resta la scrittura, e in questa XX edizione per molti narratori si tratta di una scrittura radicata nella vita: prima di tutto personale e identitaria, con memoir e microstorie, saghe familiari e auto-fiction. Arrivano al Festival autori come l’irlandese Edna O’Brien, i Premi Pulitzer americani Roger Rosenblatt e Philip Schultz, la vincitrice del Prix Goncourt Lydie Salvayre, Charlotte Rampling e Dany Laferrière, autore di romanzi d’impronta autobiografica e primo scrittore di origine haitiana a diventare accademico di Francia; la francese Linda Lê e l’irlandese Maggie O’Farrell che parleranno di maternità e la giovane scrittrice Louise O’Neill, autrice di un distopico romanzo che ha profondamente scosso il pubblico anglosassone.

>> Quest’anno inoltre Festivaletteratura inserisce in programma un focus dedicato alla letteratura canadese, che dimostra avere grande vitalità nel panorama internazionale: oltre al già citato Laferrière, saranno al Festival la poetessa e narratrice Jane Urquhart; Alan Bradley, affermato autore di storie di mistero; Frances Greenslade, scrittrice che di recente ha felicemente esordito nel romanzo e Allan Stratton, noto per i suoi libri rivolti al pubblico degli adolescenti.

Sempre la scrittura, che si radica però nella realtà attuale, sarà rappresentata da poeti, narratori e intellettuali che daranno voce a esodi, frontiere, ridefinizioni identitarie, ma anche allo stato del nostro pianeta, ai cui cambiamenti climatici sono legate spesso le migrazioni dei popoli.

>> Il Festival proporrà agli autori presenti di dedicare qualche minuto del proprio incontro per suggerire quale azione la letteratura può compiere per fare crescere una nuova sensibilità ambientale.

Sui temi legati alle migrazioni interverranno più direttamente, tra gli altri, Gazmend Kapplani, Jenny Erpenbeck, Juan Villoro, l’algerino Boualem Sansal. Il Mediterraneo è il protagonista principale di questi racconti, come luogo di relazione e di contagio culturale di cui parleranno per esempio il francese Mathias Enard o Franco Cardini; ma si guarda anche più lontano, alla storia recente dell’America Latina con Juan Gabriel Vásquez e Paco Ignacio Taibo II o all’oriente del coreano Jung-Myung Lee.

E proprio sulle migrazioni verrà allestito un infopoint in piazza delle Erbe, realizzato in collaborazione con Open Migration e Forensic Oceanography, che fornirà gli strumenti di base per crearci un’opinione più consapevole. Non a caso quest’anno la città in libri è Alessandria d’Egitto, fascinoso crocevia di lingue, religioni e idee di libertà.

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Dal racconto del reale alla realtà aumentata: Storie di videogame è la prima spedizione esplorativa che il Festival compie nelle forme di narrazione dell’universo videoludico. Nello spazio delle Cantine di Vincenzo Gonzaga sarà possibile entrare in mondi virtuali e conoscerne le strutture grazie a una serie di incontri, laboratori e “sessioni di avviamento critico” ai videogiochi. Si rifletterà anche su questioni di filosofia, semiotica, estetica e libertà di espressione con i contributi di Isabelle Arvers, Andrea Babich, Matteo Bittanti, Fabio “Kenobit” Bortolotti, Andrea Dresseno, Riccardo Fassone, Gabriele Ferri, Stefano Gualeni, Mauro Salvador, Valentina Tanni e We Are Müesli e alla partecipazione straordinaria di Tullio Avoledo e Davide Morosinotto.

Per tutta la durata del Festival sarà attiva una sala giochi evoluta, a cura dell’Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna, con una particolare attenzione alle punte più avanzate della produzione indie contemporanea, ma senza trascurare l’importanza ormai archeologica delle console a 8 bit.

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Nel chiostro del Museo Diocesano aprirà Festivaletteratura Music Hall, uno spazio in cui ritrovarsi dalle 22 in poi, per godersi la buona musica.

Infine, per festeggiare questo passaggio dei vent’anni, il Festivaletteratura ha invitato grandi scrittori a tornare, tra cui Julian Barnes, Jonathan Coe, Jay McInerney, Alain De Botton, e – con la complicità di Federico Taddia – ha chiesto a venti degli autori ospiti di raccontare il libro che ha accompagnato i loro vent’anni, che ha permesso a ciascuno di loro di prendere coscienza delle aspirazioni, dei sentimenti e delle paure che attraversano quell’età, il libro la cui sola lettura segnava allora (o ancor oggi) l’ingresso ufficiale nella gioventù. Beppe Severgnini ricorderà invece gli amici assenti, tutti gli autori che sono passati al Festival e che oggi non ci sono più, attraverso le immagini e le registrazioni video conservate presso l’Archivio di Festivaletteratura.

Il programma completo

 

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