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L’India di oggi, a Milano

Veduta della mostra INDIA. DI BAGLIORI E FUGHE. PAC Milano, 2025. Foto Nico Covre, Courtesy PAC Milano
Veduta della mostra INDIA. DI BAGLIORI E FUGHE. PAC Milano, 2025. Foto Nico Covre, Courtesy PAC Milano
La mostra “India. Di bagliori e fughe” al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, visitabile fino al 8 febbraio 2026, si presenta come un vero e proprio progetto di indagine. Il percorso costruisce una mappa di pratiche artistiche contemporanee che mettono in relazione produzione culturale e temi sociopolitici, ben distante da una rappresentazione generica del Paese.

Curata da Raqs Media Collective insieme a Ferran Barenblit, l’esposizione riunisce oltre trenta artisti e artiste attivi in ambiti diversi, dalla pittura al video, dalla fotografia alla scultura. Le opere si alternano in modo fluido, creando una sequenza di accostamenti che spinge il visitatore a muoversi tra linguaggi e formati, senza seguire una suddivisione per tecniche o per temi dichiarati. Una scelta che riflette l’idea di fondo del progetto: non costruire una narrazione unica sull’India contemporanea, ma proporre una pluralità di sguardi su una realtà dalla quale si vuole fuggire, ma dove si vuole anche sognare un po’ di luce.
Fotografie, disegni e filmati osservano riti tradizionali, forme di aggregazione e frammenti di vita quotidiana, trasformandoli in materiali di riflessione sul modo in cui le comunità si rappresentano e vengono rappresentate. Esperienze corali si affiancano a storie personali, che nel loro svilupparsi evidenziano sempre e comunque un legame con temi della collettività. Ciò che ne risulta è un ritratto dell’India costruito «partendo dal basso, dalle strade, allegoriche e non: percorsi solcati da flussi migratori e autostrade informatiche, collegamento (e frattura) tra realtà rurale e innovazione tecnologica», dichiarano i curatori. L’arte non è qui intesa come produzione che ha un inizio e un risultato, ma piuttosto come un processo continuo di ricerca e indagine.

Veduta della mostra INDIA. DI BAGLIORI E FUGHE. PAC Milano, 2025. Foto Nico Covre, Courtesy PAC Milano

L’allestimento del PAC favorisce una fruizione aperta. I temi indagati emergono per ricorrenze e rimandi, più che per affermazioni evidenti, testimoniando una storia comune raccontata attraverso diverse esperienze e diversi linguaggi. Troviamo il legame con il territorio, come nel film In Search of Apples di Malik Irtiza, con le tradizioni, per esempio Millo Ankha con Gestures, ma anche con la tecnologia, nei lavori di Kaushal Sapre, e con la diversità, come nei disegni di Shefalee Jain. Una sezione rilevante è legata al programma di residenza presso Casa degli Artisti a Milano, che ha coinvolto tredici degli artisti in mostra. L’esperienza di lavoro ha portato alla realizzazione di opere site-specific, sviluppate a partire dall’osservazione del contesto urbano milanese e dal confronto con la scena culturale locale, con il risultato di un insieme di opere che riescono a mettere in relazione esperienze, metodologie e condizioni di produzione differenti.

Veduta della mostra INDIA. DI BAGLIORI E FUGHE. PAC Milano, 2025. Foto Nico Covre, Courtesy PAC Milano

Nel complesso, “India. Di bagliori e fughe” si configura come un progetto che usa l’arte contemporanea come strumento di osservazione dei contesti sociali e culturali. La mostra mette in primo piano consapevolezza e speranze, tradizione e futuro, suggerendo una riflessione che può estendersi oltre il contesto geografico da cui le opere provengono. Il PAC diventa così motore di ricerca: un sipario che si solleva sul volto di un luogo remoto ma reso accessibile dall’espressione artistica e dalla sua volontà di comunicare. Una prospettiva che invita a considerare l’arte come mezzo capace di rendere visibili le tensioni e le trasformazioni che attraversano le società contemporanee.

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