06 Novembre 2026 05:44

approfondimenti

Approfondimenti sul mondo della critica dell’arte

Celebrazioni sul Futurismo

“È dall’Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo, perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologhi, di ciceroni e d’antiquari” . Scriveva così Filippo Tommasi Marinetti in Fondazione e Manifesto del Futurismo , pubblicato per intero il 5 febbraio 1909, sulla «Gazzetta dell’Emilia», e poi il 20 febbraio a Parigi sul «Figaro». Ricordare e celebrare il futurismo è per molti versi antifuturista. E’ una forma di culto di quello stessopassato verso il quale il manifesto del movimento incitava alla ribellione. Eppure l’Italia celebra i 100 anni del movimento che fu d’avanguardia con una serie d’iniziative. E’ in arrivo una grande mostra a Palazzo Reale , Futurismo 1909-2009. Velocità + Arte + Azione dal 6 febbraio al 7 giugno 2009; l’excursus sul movimento continua presso la Fondazione Stelline con la mostra F. T. Marinetti = Futurismo, in programma dal 12 febbraio al 7 giugno 2009presso La Sala del Collezionista, frutto di una collaborazione tra il Comune di Milano e la Fondazione.

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Giovanni Frangi in mostra a Bergamo e Trento

Due appuntamenti per conoscere le ultime ricerche artistiche che Giovanni Frangi sta compiendo, intorno ai temi del cielo e dello scorrere del tempo. Fino al 28 febbraio 2009 allaGalleria il Castello Studio d’Arte Contemporanea di Trento un ciclo di trentuno immagini di cieli che scandiscono i giorni del mese di gennaio. A Bergamo invece fino al 15 marzo 2009nei suggestivi spazi dell’ex Oratorio di San Lupo una installazione dal titolo MT 2425, progettata espressamente per il particolare edificio: un ex Ossario.

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Turner e lo spettacolo della Natura

William Turner è stato artefice di una autentica rivoluzione pittorica, superando i limiti della raffigurazione prospettica per restituire gli aspetti più segreti del sublime spettacolo della natura. Creò uno spazio del tutto nuovo, intriso di luce e di colore, che aprì la strada alle correnti moderne di fine Ottocento.
Nella formazione della sua poetica l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale. Il pittore inglese fu infatti profondamente affascinato dal nostro paese e dalla sua tradizione artistica tanto che, durante tutta la sua vita, non smise mai di studiare le opere dei maestri antichi e moderni e si recò in Italia molte volte trovandovi l’ispirazione per alcuni dei suoi più celebri capolavori.

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Alberto Burri alla Triennale di Milano

Dopo le mostre sugli anni Settanta e gli esponeneti dell’arte pop: la triade Andy Warhol, Keith Harring e Jean-Michel Basquiat la Triennale ospita una retrospettiva (1915-1995) dell’artista umbro Alberto Burri, uno dei massimi protagonisti dell’arte del XX secolo. Un’esposizione che si allinea alle altre precedentemente proposte in un percorso che affronta gli episodi più significativi dell’arte e dell’industria culturale dell’ultimo cinquantennio.

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NOUVEAU RÉALISME dal 1970 ad Oggi

Milano doveva un omaggio a Pierre Restany (1930-2003), in quanto il grande critico francese aveva trovato nel capoluogo lombardo una sua seconda patria, forse più ospitale della stessa Parigi. Infatti, grazie all’amicizia con Guido Le Noci e alla galleria Apollinaire da lui gestita, tutte le proposte critiche di Restany erano approdate tempestivamente a Milano, inoltre egli aveva ottenuto l’incarico della rubrica dell’arte sulla prestigiosa rivista “Domus”, passando in seguito a dirigere anche un’altra rivista milanese, “D’Ars”. E famosi sono pure i suoi soggiorni con ritmo quindicinale presso l’Hotel Manzoni. Il modo migliore di onorare Restany è sembrato quello di ricordare la sua maggiore impresa critica, il Nouveau Réalismeappunto, di cui Milano, confermando ancora una volta quasi un diritto di prelazione su quel movimento, aveva festeggiato nel 1970 il primo decennale dalla nascita, con eventi spettacolari di cui ancora si conserva grande memoria.

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Robert Rauschenberg,Travelling ’70-’76

Robert Rauschenberg approda al Museo MADRE di Napoli con una mostra che presenta una selezione di opere realizzate tra il 1970 e il 1976, dopo aver fatto tappa nelle città di Porto e Monaco. L’esposizione inaugura il 22 ottobre 2008, compleanno dell’artista, scomparso lo scorso maggio ed è curata da Mirta d’Argenzio. L’interesse di Rauschenberg per altre culture e l’esperienza dei suoi viaggi si riflettono in queste opere degli anni Settanta. Per la prima volta dalla loro produzione ricevono il riconoscimento che meritano. Negli anni Settanta Rauschenberg viaggiò in Italia, in Francia, a Gerusalemme e in India. Le serie presentate al Museo MADRE mostrano una eccezionale sintesi, vivacità e brillantezza grazie all’uso di nuovi materiali e tecniche.

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Schifano 1934-1998. Selected works

Arriva a Milano la retrospettiva Schifano 1934-1998. Selected works, dopo aver fatto tappa alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, per proseguire poi oltralpe da febbraio ad aprile 2009 al Musée d’Art Moderne di Saint-Etienne.
Suddivisa in tre sedi espositive la mostra celebra a dieci anni dalla morte la figura controversa dell’artista romano. Alla Galleria del Credito Valtellinese e nella Sala del Collezionista della Fondazione Stelline saranno esposte tele, disegni, polaroid e spezzoni di film. La Sala Napoleonica dell’Accademia di Brera ospiterà invece la tela di grandi dimensioni del 1985 Chimera.

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I Neoimpressionisti a Milano: la prima retrospettiva italiana

Apre a Milano Georges Seurat – Paul Signac e i Neoimpressionisti, la prima grande retrospettiva realizzata in Italia e dedicata al neoimpressionismo, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e promossa dal Comune di Milano – Cultura. Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano, del Centre culturel français de Milan, e con la partecipazione del Musée d’Orsay, la mostra è prodotta da Palazzo Reale e da Arthemisia.

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ITALICS, 40 anni di arte italiana

Perché una mostra come “Italics” oggi? L’idea alla base di “Italics” è scaturita da un lato dal bisogno di celebrare 40 anni di complessità e contraddizioni nel panorama artistico dell’arte italiana, dall’altro dalla necessità di riflettere sul perché una realtà così ricca sia stata spesso sommersa dalle maree del mondo dell’arte contemporanea internazionale. Quali sono le ragioni per cui l’arte italiana è rimasta circoscritta, tanto da essere avvolta dal mistero per i curatori dei musei e i critici che operano al di fuori del paese? Recentemente il New York Times ha pubblicato un ampio articolo di Michael Kimmelman sulla scena artistica italiana in cui sono sottolineate chiaramente sia le opportunità mancate che l’inesauribile vitalità del mondo dell’arte italiana e del suo disomogeneo sistema di musei.

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Guido Crepax: Valentina, la forma del tempo

La Triennale di Milano propone nella sua sede Triennale Bovisa una mostra dedicata al disegnatore Guido Crepax ed al suo personaggio più famoso, Valentina. Dopo aver proposto esposizioni dedicate all’arte contemporanea, con il ciclo pop-art (Harring, Warhol e Basquiat) e agli anni Settanta, ora è la volta del fumetto d’autore. Guido Crepax. Valentina, la forma del tempo è una tappa importante nel cammino espositivo che la Triennale ha iniziato negli ultimi anni, questa mostra è dedicata a un altro tassello che ha contribuito alla costruzione del nostro immaginario collettivo.

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