31 Ottobre 2026 07:21

recensioni

Recensioni nella critica dell’arte

Jean Dubuffet, Site domestique (au fusil espadon), avec tête d'Inca et petit fauteuil à droite, 1966 © 2018 Adagp, Paris/ Siae, Roma

Dubuffet, la sua opera d’arte totale in gioco (e in mostra) a Reggio Emilia. Immagini in anteprima

Mago stanco e infaticabile. Jean Dubuffet (1901-1985) viene celebrato, dopo decenni di assenza in Italia, da una grande antologica a Reggio Emilia -a Palazzo Magnani, dal 17 novembre al 3 marzo- che ripercorre tutta la sua produzione artistica, dal 1943 al 1985. La mostra, dal titolo “Jean Dubuffet. L’arte in gioco. Materia e spirito 1943-1985”, presenta 140 opere tra dipinti, disegni, grafiche, sculture, composizioni musicali, poetiche e teatrali fino ai libri d’artista.

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Il Prado celebra l’inquieto genio di Bartolomé Bermejo. L’andaluso “fiammingo” che rinnovò la pittura spagnola nel ‘400

Madrid. Nella rigida Spagna del secondo Quattrocento, ancora impegnata nelle dure battaglie per la Reconquista e la cacciata degli arabi dal suolo nazionale, anche l’antisemitismo era una caratteristica -e in parte anche conseguenza- dell’uso guerresco che in quegli anni si faceva della religione cattolica, estremo e orgoglioso vessillo (nell’ottica dell’epoca) per riottenere l’indipendenza, che sarebbe giunta nel 1492, dopo la caduta del Regno di Granada. Chi, nel tentativo di trovare una certa tranquillità, si convertiva al cattolicesimo, era comunque sempre oggetto di sospetti e congetture: fra coloro che vissero questa poco invidiabile sorte ci fu anche il talentuoso pittore Bartolomé Bermejo (1440 – 1501), maestro della pittura a olio che proprio in quell’epoca conosceva i primi sviluppi.

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Fortunato DeperoVenditrice di ciambelle e fiori di carta, 1930Inchiostro, matita grafite e acquerello su carta, 21.5 x 27.9 cm

Chi ha paura del disegno? Da Boccioni a Fontana, il ‘900 italiano su carta al Museo del Novecento di Milano

Da Boccioni a Paolini, da Savinio a Fontana fino a Melotti e Boetti. Il Museo del Novecento di Milano, dal 23 novembre al 24 febbraio, ospiterà l’eccezionale raccolta di opere su carta della Collezione Ramo. Più di 100 opere che -in dialogo con quelle della collezione permanente del museo meneghino, i cui autori in gran parte coincidono con quelli della collezione privata in questione- sveleranno al grande pubblico l’affascinante, ma per alcuni -troppi- versi ancora sconosciuto, mondo del disegno.

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Schmidt

Tra Rembrandt e Tiepolo. Vienna celebra Kremser Schmidt a 300 anni dalla nascita

A trecento anni dalla nascita, il Belvedere di Vienna ricorda il pittore Martin Johan Schmidt, noto come Kremser Schmidt, con una retrospettiva che segna il passaggio da un’epoca all’altra, in 18 dipinti oltre a una scelta di disegni e incisioni. Fino al 3 febbraio 2019. Vienna. Con Franz Anton Maulbertsch fu l’ultimo rappresentante della pittura barocca e fra i primissimi a guardare al Rococò e alla sensualità del Settecento, che tuttavia non raggiunse l’ariosità e la mondanità che ebbe invece in Francia, a causa di un’ancora forte presa della morale cattolica sulla cultura austriaca, non ancora investita dall’ondata modernizzatrice di Maria Teresa e soprattutto del figlio Giuseppe II.

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