
Visioni estatiche: in mostra l’estesi attraverso l’estetica della pittura
Visioni estatiche, una collettiva a cura di Andrea Zucchi e Franco Luppis, dall’11 ottobre a Milano.

Visioni estatiche, una collettiva a cura di Andrea Zucchi e Franco Luppis, dall’11 ottobre a Milano.

Da Monica De Cardenas inaugura la mostra della pittrice Chantal Joffe, una ventina di dipinti e pastelli realizzati nel corso degli ultimi due anni. Chantal Joffe è un’artista famosa per i suoi ritratti, dipinti in modo fluido e scorrevole, nei quali riesce a catturare emozioni, debolezze e la vitalità dell’esistenza umana.
I soggetti sono spesso femminili: bambine, ragazze e donne ritratte in diversi momenti della vita, con uno sguardo a metà tra l’immediatezza di un’istantanea e la distorsione enfatica. Questi studi sulla condizione umana si susseguono senza esprimere giudizi ma con grande slancio e partecipazione, anche grazie alla trasgressione di qualsiasi ordine formale.

Simonetta Ferrante in mostra a Milano con Messaggi Imprevisti

La galleria milanese di Mimmo Scognamiglio ospita per la seconda volta una personale della giovane artista finlandese Jenni Hiltunen.

Winckelmann a Milano. Una mostra alla Braidense per celebrare il trecentesimo anno dalla nascita.

Ha inaugurato il 18 settembre la mostra su Vettor Pisani alla galleria Cardi di Milano. L’esposizione proseguirà fino a dicembre 2017.

I Baustelle in concerto a Milano con il tour “Dell’amore e della violenza”.

Nan Goldin. The Ballad of Sexual Dependency, una mostra a cura di François Hébel. Inaugurazione il 19 settembre presso La Triennale di Milano.

La storia di una collezione privata si lega con la storia della persona che la crea. Si colora con gli avvenimenti della sua vita privata e pubblica, e permette di leggerci in controluce la personalità del collezionista. È questo il caso di Paolo Ingegnoli (1861-1935), facoltoso imprenditore milanese, fondatore nel 1884 della società ‘Fratelli Ingegnoli’.

La Triennale di Milano celebra (era ora) il grande scultore milanese Carlo Ramous (Milano, 2 giugno 1926 – 16 novembre 2003). E’ (finalmente) la prima grande retrospettiva dedicata ad un protagonista dimenticato della scultura italiana del secondo Novecento che ha attraversato in pieno le fasi cruciali dell’arte moderna approdando, all’inizio degli anni Settanta, alla dimensione dell’opera d’arte ambientale. Fino al 17 settembre.