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Picasso Images. Il maestro del Cubismo e la fotografia in mostra all’Ara Pacis

Dora Maar (Henriette Theodora Markovic, detta) (1907-1997) Pablo Picasso su una scala mentre dipinge Guernica nell’atelier di rue des Grands-Augustins, Parigi, maggio-giugno 1937 Stampa d’epoca Gelatina ai sali d’argento, 20,1×24,5 cm Successione Dora Maar, 1998, inv. MP1998-269ph. © Atelier L. Clergue © D. Maar © RMN-Grand Palais /Musée Picasso de Paris. © Succession Picasso by SIAE 2016
Dora Maar (Henriette Theodora Markovic, detta) (1907-1997) Pablo Picasso su una scala mentre dipinge Guernica nell’atelier di rue des Grands-Augustins, Parigi, maggio-giugno 1937 Stampa d’epoca Gelatina ai sali d’argento, 20,1×24,5 cm Successione Dora Maar, 1998, inv. MP1998-269 ph. © Atelier L. Clergue © D. Maar © RMN-Grand Palais /Musée Picasso de Paris.  © Succession Picasso by SIAE 2016
Dora Maar (Henriette Theodora Markovic, detta)
(1907-1997)
Pablo Picasso su una scala mentre
dipinge Guernica nell’atelier
di rue des Grands-Augustins, Parigi,
maggio-giugno 1937
Stampa d’epoca
Gelatina ai sali d’argento, 20,1×24,5 cm
Successione Dora Maar, 1998,
inv. MP1998-269
ph. © Atelier L. Clergue
© D. Maar
© RMN-Grand Palais /Musée Picasso de Paris.
© Succession Picasso by SIAE 2016

Nata dalla collaborazione con il Musée national Picasso di Parigi, l’esposizione Picasso Images – che si terrà all’Ara Pacis di Roma fino al 19 febbraio 2017 – rappresenta una prestigiosa occasione per conoscere più da vicino uno dei protagonisti assoluti del XX secolo.

Un percorso diviso in tre sezioni cronologiche e tematiche che, attraverso 176 stampe fotografiche, una trentina di dipinti, sculture, disegni e riproduzioni, ci restituiscono un ritratto composito dell’artista e dell’uomo, attraverso un affascinante viaggio a ritroso nel tempo. Il forte legame che Picasso stabilì con la fotografia, infatti, ci permette di approfondire la conoscenza del processo creativo dell’artista e al contempo ricostruire attraverso i suoi occhi, il contesto storico, culturale, sociale e politico delle sue opere.

La Parigi degli “anni folli”, dei caffè, del jazz, delle luci della ribalta dei teatri, di quel fermento culturale e artistico che fotografi e pittori cercano di cristallizzare nelle loro opere. Poi la guerra civile spagnola e il capolavoro di Guernica. E ancora, l’esposizione mediatica tramite la fotografia, che diventa un fenomenale strumento di comunicazione di massa perfetto per promuovere la sua immagine anche presso il grande pubblico e trasformarlo in un’icona del Novecento.

Jean Nocenti Pablo Picasso e Jean Cocteau in costume da torero con degli amici al ristorante, Vallauris, agosto 1955 Stampa senza data Gelatina ai sali d’argento, 13×18,3 cm Dono Eredi Picasso, 1992, inv. APPH7642 ph. © Atelier L.Clergue © RMN-Grand Palais /Musée Picasso de Paris © Succession Picasso by SIAE 2016
Jean Nocenti
Pablo Picasso e Jean Cocteau
in costume da torero con degli amici
al ristorante, Vallauris, agosto 1955
Stampa senza data
Gelatina ai sali d’argento, 13×18,3 cm
Dono Eredi Picasso, 1992,
inv. APPH7642
ph. © Atelier L.Clergue
© RMN-Grand Palais /Musée Picasso de Paris
© Succession Picasso by SIAE 2016

Del resto lo stesso Picasso disse nel dicembre del 1943 al suo amico e fotografo Brassai: «Perché credi che dati tutto ciò che faccio? Non basta conoscere le opere di un artista. Occorre sapere anche quando le ha fatte, perché, come, in quali circostanze. Probabilmente un giorno esisterà una scienza che si chiamerà “la scienza dell’uomo” e che cercherà di penetrare più a fondo nell’uomo attraverso l’uomo- creatore…».

L’esposizione ospita anche una selezione di dipinti e sculture contemporanei alle fotografie allo scopo di stimolarne il confronto. Nella prima sezione ad esempio, tra gli altri, si può ammirare “Le Repas frugal”, un’acquaforte e raschietto su zinco del 1904 oppure la curiosa “Masque”, una maschera in cartone ritagliato e dipinto dal Maestro nel 1919. O ancora, nella seconda parte, l’affascinante Buste de femme au chapeau bleu– olio su tela – del 1944. Di grande impatto visivo il piatto di terra rossa inciso e dipinto di nero con un occhio al centro e dei tori intorno, del 1957. Tra le altre opere presenti nella terza sezione, anche Taureau – 1945, gouache su uno schizzo a matita sul fondo di una scatola di cartone – sembra colpire la curiosità dei presenti alla mostra. Deliziosa la Jeune fille assise -olio su pannello controplaccato – del 1970.

Robert Capa (1913-1954) Françoise Gilot seguita da Pablo Picasso e da Javier Vilato sulla spiaggia di Golfe-Juan, agosto 1948 Stampa senza data Gelatina ai sali d’argento, 32×27 cm Dono Eredi Picasso, 1992, inv. APPH273 © Robert Capa © International Center of Photography/Magnum Photos. © Succession Picasso by SIAE 2016
Robert Capa (1913-1954)
Françoise Gilot seguita
da Pablo Picasso e da Javier Vilato
sulla spiaggia di Golfe-Juan,
agosto 1948
Stampa senza data
Gelatina ai sali d’argento,
32×27 cm
Dono Eredi Picasso, 1992,
inv. APPH273
© Robert Capa © International Center of Photography/Magnum Photos.
© Succession Picasso by SIAE 2016

Le tre tappe di questo viaggio nel mondo di Picasso

1 – PICASSO FOTOGRAFO E FOTOGRAFATO (1911 -1921)

Nella prima sezione si analizza l’incontro tra Picasso e la fotografia nel duplice ruolo di modello e di fotografo dilettante che procede in prima persona allo sviluppo e alla stampa dei negativi. Le scene immortalano spesso Picasso o i suoi amici, in posa davanti le sue opere nei vari atelier dell’artista. In molti casi si divertono a ritrarsi reciprocamente. In molte fotografie sono presenti solo le opere, a volte posizionate in modo da creare sorprendenti giochi visivi: ad esempio, il ritratto di un uomo appoggiato su una sedia diventa quello di un uomo seduto. In alcune di queste immagini Picasso inserisce delle didascalie in castigliano dove ostenta la consueta consapevolezza del suo talento, sottolineando spesso “Yo Picasso” (Io Picasso). Ovviamente le foto vengono anche utilizzate nel processo creativo dei dipinti dell’artista. In tal senso saranno fondamentali quelle che egli stesso scatterà ad Horta de Sant Joan, paese natale di un suo amico, dove soggiornerà per alcuni mesi. I tetti luminosi e il rigore geometrico di questo paesino spagnolo arroccato su una collina stimolano in lui l’approfondimento delle sue ricerche sui volumi cézanniani, che avranno un ruolo importante nell’elaborazione del Cubismo.

Georges Braque (1882-1963) Ritratto di Pablo Picasso con l’uniforme di Georges Braque nell’atelier in boulevard de Clichy 11, Parigi, aprile 1911 Stampa d’epoca Aristotipo, 11,1×8,3 cm Successione Dora Maar, 1998, inv. MP1998-119 © G. Braque by SIAE 2016 © RMN-Grand Palais /Musée Picasso de Paris  © Succession Picasso by SIAE 2016
Georges Braque (1882-1963)
Ritratto di Pablo Picasso
con l’uniforme di Georges Braque
nell’atelier in boulevard
de Clichy 11, Parigi, aprile 1911
Stampa d’epoca
Aristotipo, 11,1×8,3 cm
Successione Dora Maar, 1998,
inv. MP1998-119
© G. Braque by SIAE 2016
© RMN-Grand Palais /Musée Picasso de Paris
© Succession Picasso by SIAE 2016

2- COLLABORAZIONI PROFICUE (1932-1962)

La seconda sezione dell’esposizione evidenzia la fase nella quale Picasso, artista ormai affermato, abbandona la sua macchina fotografica per affidarsi ai protagonisti della fotografia di quegli anni. In particolare con Brassai, Dora Maar e Andrè Villers instaurerà un reciproco scambio di esperienze e sperimentazioni.
Nel 1932 a Gyula Halàsz, in arte Brassai, viene affidato il compito di fotografare le sculture di Picasso per il primo numero di una rivista d’Arte, “Le Minotaure”. In quello stesso anno Brassai aveva pubblicato Paris de Nuit, una raccolta di fotografie che rappresentavano una Parigi inedita, avvolta nella notte dalla nebbia della Senna e animata da prostitute pesantemente truccate, dai lavoratori notturni e dagli emarginati. Era ormai considerato “l’Occhio di Parigi”. Inevitabile che dall’incontro tra i due scaturisse qualcosa di più della collaborazione per un servizio fotografico. Un’amicizia che durerà una vita, tanto che in un libro- Conversations avec Picasso – il fotografo condividerà con il pubblico quelle frasi del Maestro che aveva annotato per anni in piccoli foglietti e custodiva gelosamente dentro un grande vaso. Del resto Picasso amava le foto di Brassai perchè secondo lui gli permettevano di vedere le sue sculture, con “occhi nuovi”.

Dell’incontro tra Picasso e Dora Maar, del loro amore tormentato, è stato detto ormai tutto. L’esposizione si sofferma soprattutto sul grande lavoro che la fotografa allora condivise con il suo compagno: il reportage di tutte le fasi di lavorazione di Guernica (1937). Una testimonianza che dall’arte sconfina nella storia. Quando quella mattina Dora porta il giornale a Picasso con la notizia del bombardamento di Guernica , legge nei suoi occhi il sacro fuoco della creazione e riprende in mano quella macchina fotografica che non usa da un anno. Sa che nascerà qualcosa di nuovo, mai fatto prima, e intende esserci. Le sue fotografie su Guernica presenti all’esposizione sono forse quelle emotivamente più coinvolgenti e dove i visitatori sembrano soffermarsi più a lungo.

Pablo Picasso (1881-1973) (attribuito a) Ritratto di Dora Maar nel castello di Boisgeloup, Gisors, marzo 1936 Stampa senza data Gelatina ai sali d’argento, 24,1×18,3 cm Dono Eredi Picasso, 1992, inv. APPH15320 ph. © Atelier L. Clergue © RMN-Grand Palais /Musée Picasso de Paris.  © Succession Picasso by SIAE 2016
Pablo Picasso (1881-1973) (attribuito a)
Ritratto di Dora Maar nel castello
di Boisgeloup, Gisors, marzo 1936
Stampa senza data
Gelatina ai sali d’argento,
24,1×18,3 cm
Dono Eredi Picasso, 1992,
inv. APPH15320
ph. © Atelier L. Clergue
© RMN-Grand Palais /Musée Picasso de Paris.
© Succession Picasso by SIAE 2016

Quando Andrè Villers incontra per caso Picasso durante una passeggiata con un amico, non sa nulla di lui. Questa circostanza incuriosisce e attrae il Maestro che decide di porre sotto la sua ala protettrice questo giovane allora sconosciuto al pubblico e dalla salute cagionevole. Forse questo rapporto ci descrive un lato umano di Picasso diverso da quello raccontato nelle sue biografie dove si esalta la sua trabordante personalità, a volte distruttiva per chi gli era accanto. Al contrario, Villers , seguendo i consigli del suo Maestro, riesce a instaurare con lui una collaborazione che dura per anni e che porterà alla pubblicazione nel 1962 di un libro a tiratura limitata che chiamano “Diurnes”, forse per bullarsi dei “notturni” di Breton. Si tratta di un lavoro sperimentale assai complesso di fotografia, dècoupage e sovraimpressione, di grande impatto creativo . Le immagini vengono rielaborate oltre il reale perchè secondo Picasso «l’arte è la menzogna che ci permette di conoscere la realtà».

André Villers (1930-2016) Masque, Cannes-Vallauris, tra il 1954 e il 1961 Stampa senza data Gelatina ai sali d’argento, 40,3×20,4 cm Dono Eredi Picasso, 1992, inv. APPH2193 ph. © Atelier L. Clergue © RMN-Grand Palais /Musée Picasso de Paris  © Succession Picasso by SIAE 2016
André Villers (1930-2016)
Masque, Cannes-Vallauris, tra il 1954
e il 1961
Stampa senza data
Gelatina ai sali d’argento,
40,3×20,4 cm
Dono Eredi Picasso, 1992,
inv. APPH2193
ph. © Atelier L. Clergue
© RMN-Grand Palais /Musée Picasso de Paris
© Succession Picasso by SIAE 2016

3 – LA PROMOZIONE DELLA PROPRIA IMMAGINE

Probabilmente Picasso è il primo artista del XX secolo ad occuparsi personalmente della promozione della propria immagine attraverso i servizi fotografici delle riviste più in voga del momento. Cerca la notorietà, il successo presso il grande pubblico. Il motivo lo spiega lui stesso «E’ al riparo del mio successo che ho potuto fare ciò che volevo, tutto ciò che volevo…». Molti i fotografi affermati che lo ritraggono, a volte in situazioni divertenti o con la famiglia, altre indagando sul magnetismo dei suoi occhi neri. Tuttavia sarà solo con Gjon Mili – probabilmente il meno conosciuto dal pubblico – che Picasso instaurerà un’interessante collaborazione. Questo fotografo, ex scienziato, gli propone di disegnare nel vuoto dello spazio utilizzando una sorta di torcia elettrica. Picasso ne è incuriosito e compone incessantemente sorprendenti disegni di luce (light drawing) resi immortali dagli abili scatti di Mili.

Gjon Mili (1904-1984) Pablo Picasso disegna un centauro servendosi di una penna luminosa nell’atelier Madoura, Vallauris, agosto 1949 Stampa senza data Gelatina ai sali d’argento, 34,1×26,6 cm Dono Eredi Picasso, 1992, inv. APPH1412 © Gjon Mili/The LIFE Picture Collection/Getty Images  © Succession Picasso by SIAE 2016
Gjon Mili (1904-1984)
Pablo Picasso disegna un centauro
servendosi di una penna luminosa
nell’atelier Madoura, Vallauris,
agosto 1949
Stampa senza data
Gelatina ai sali d’argento, 34,1×26,6 cm
Dono Eredi Picasso, 1992,
inv. APPH1412
© Gjon Mili/The LIFE Picture Collection/Getty Images
© Succession Picasso by SIAE 2016

Le tre sezioni rappresentano dunque delle tappe fondamentali nella vita artistica e privata di Picasso ma non c’è dubbio che un sottile filo le unisce le une alle altre: la voglia di sperimentare, la curiosità del Maestro, come quella di un bambino. Infatti, come spiega lo stesso Picasso: «Ogni bambino è un artista. Il problema è poi come rimanere un artista quando si cresce».

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INFORMAZIONI UTILI

Picasso Images. Le opere, l’artista, il personaggio
14 ottobre 2016 – 19 febbraio 2017

Museo dell’Ara Pacis, Spazio espositivo Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) – 00186 Roma

Orari:  9.30-19.30
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietto “solo mostra”:
– intero: € 11,00
– ridotto: € 9,00
Biglietto integrato Museo dell’Ara Pacis + Mostra (per non residenti a Roma):
– intero: € 17,00
– ridotto: € 13,00
Biglietto integrato Museo dell’Ara Pacis + Mostra (per residenti a Roma):
– intero € 16,00
– ridotto € 12,00
Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)

www.arapacis.it

 

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