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Art investigation. Ritrovato e acquisito dagli Uffizi un capolavoro di Bartolomeo Passerotti

Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt con l'opera di Passerotti Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt con l'opera di Passerotti
Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt con l'opera di Passerotti
Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt con l’opera di Passerotti

Si tratta dell’Enigma di Omero di Passerotti, rintracciato presso i discendenti dell’ultimo proprietario noto, il senatore fiorentino Carlo Torrigiani, nel cui palazzo risulta segnalata a fine Seicento

Un segnale concreto di fiducia e speranza in un periodo così drammatico per l’intero comparto della cultura, che vogliamo continuare a sostenere come ambito fondamentale delle nostre comunità”. Con queste parole il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha commentato il ritrovamento e l’acquisizione da parte delle Gallerie degli Uffizi di un importante dipinto del Cinquecento bolognese, da secoli ritenuto perduto. Si tratta dell’Enigma di Omero, di Bartolomeo Passerotti (1529-1592), scomparso da secoli dal controllo e la conoscenza degli studiosi e degli storici dell’arte. E noto esclusivamente attraverso le descrizioni di alcune fonti storiche e alcuni disegni preparatori e d’après.

 

Bartolomeo Passerotti, L’enigma di Omero, 1570-1575 circa
Bartolomeo Passerotti, L’enigma di Omero, 1570-1575 circa

Ora per l’affascinante tela si prevede l’esposizione nelle nuove sale dedicate alla pittura del XVI secolo del museo fiorentino, di prossima apertura. Dopo il rocambolesco ritrovamento presso la famiglia dei discendenti dell’ultimo proprietario noto, il senatore fiorentino Carlo Torrigiani. Nel cui palazzo risulta segnalata a fine Seicento. L’opera è stata presentata nell’Auditorium Vasari del museo, insieme a un libro monografico ad essa dedicato e pubblicato dagli Uffizi, dal direttore Eike Schmidt. Presenti il professor Daniele Benati e gli autori del volume. “L’acquisto di un’opera ricordata nelle più antiche guide di Firenze è di per sé un intervento teso a proteggere il nostro patrimonio dalla dispersione. Il volume è un’ulteriore prova dell’intensa attività di ricerca promossa dal museo”, ha commentato Schmidt.

www.uffizi.it

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