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Ecco la Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo: una rivisitazione critica e simbolica delle acque

- Bora Baboci, Video still, Prayer for Two, 2017, 2:45 min, colour, stereo - Bora Baboci, Video still, Prayer for Two, 2017, 2:45 min, colour, stereo
- Bora Baboci, Video still, Prayer for Two, 2017, 2:45 min, colour, stereo
Bora Baboci, Video still, Prayer for Two, 2017, 2:45 min, colour, stereo

The waters that we comprise are never neutral; their flows are directed by intensities of power and empowerment. […] Water’s transits are neither necessarily benevolent, nor are they necessarily dangerous. They are rather material maps of our multivalent forms of marginality and belonging.” (Astrida Neimanis, ‘Bodies of Water: Posthuman Feminist Phenomenology’, 2017)

La Repubblica di San Marino ospiterà dal 15 maggio al 31 ottobre 2021 MEDITERRANEA 19, la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, promossa e organizzata da BJCEM (Biennale des Jeunes Créateurs de l’Europe et de la Méditerranée), Associazione Internazionale con 47 membri e partner da 16 paesi dell’Europa e del Mediterraneo, in collaborazione con la Segreteria di Stato alla Cultura di San Marino, gli Istituti Culturali e l’Università degli Studi di San Marino.
Francis Offman, Untitled, 2017, Acrylic, ink and bolognese plaster on cotton, 111 x 165.5 cm. Courtesy of the artist & galleria P420, Bologna. Photo by Carlo Favero
Francis Offman, Untitled, 2017, Acrylic, ink and bolognese plaster on cotton, 111 x 165.5 cm. Courtesy of the artist & galleria P420, Bologna. Photo by Carlo Favero

MEDITERRANEA 19 Young Artists Biennale, dal titolo School of Waters, si svilupperà in diversi spazi del centro storico di San Marino, tra cui la Galleria Nazionale e altre location come la Prima Torre, le Cisterne del Pianello e l’Antico Monastero Santa Chiara, attualmente sede dell’Università di San Marino.

Yesmine Ben Khelil, Treasures of the Bardo national museum n°1, 2017, Collage on paper, 21 x 29.7 cm. Courtesy of the artist
Yesmine Ben Khelil, Treasures of the Bardo national museum n°1, 2017, Collage on paper, 21 x 29.7 cm. Courtesy of the artist

 

La Biennale presenterà opere, installazioni site specific, film, video, performance di oltre 70 artisti provenienti dall’area mediterranea, dall’Italia alla Tunisia, dalla Spagna al Montenegro, dalla Francia alla Giordania, da Malta al Libano, con l’obiettivo di partire dal patrimonio comune delle acque per superare i nazionalismi e riscoprire il Mediterraneo come piattaforma complessa di forme di vita e processi di conoscenza.

Panos Aprahamian, Yabandjo (2016), digital film, 28’18’’. colour, stereo, 16:9. Courtesy the artist
Panos Aprahamian, Yabandjo (2016), digital film, 28’18’’. colour, stereo, 16:9. Courtesy the artist

Il team curatoriale ha immaginato la Biennale come una scuola temporanea, ispirata da pedagogie sperimentali e dal modo in cui esse sfidano i formati artistici, curatoriali e di ricerca. Da questo punto di vista, School of Waters funge da strumento collettivo per decostruire gli stereotipi che manipolano i nostri immaginari geografici, in particolare quelli legati all’interpretazione eurocentrica dell’area Mediterranea.

Dina Mimi, Video still, Unbeloved, 2019, 7:53 min. Courtesy of the artist.
Dina Mimi, Video still, Unbeloved, 2019, 7:53 min. Courtesy of the artist.

La storia della Biennale ha avuto inizio nel 1985 a Barcellona e nel corso di diciotto edizioni è stata accolta da città quali Marsiglia, Valencia, Lisbona, Sarajevo e Atene. La più recente edizione si è tenuta in Albania, a Tirana e Durazzo. Tra le istituzioni che l’hanno ospitata si ricordano anche il MACRO di Roma, il Nottingham Contemporary in Inghilterra o il Museo d’Arte Contemporanea di Salonicco in Grecia. Nel 2018 l’Assemblea Generale della BJCEM ha scelto la Repubblica di San Marino per la sua diciannovesima edizione.

Un evento multidisciplinare che abbraccia arti visive, arti performative, design e ricerca culturale, per valorizzare la produzione artistica dei giovani di età inferiore ai 35 anni e permettere agli stessi di esprimere la propria visione del mondo. MEDITERRANEA 19 mette in rapporto fra loro i due maggiori orizzonti ideali di costruzione del nostro futuro politico: il progetto europeista e la sua evoluzione nel Mar Mediterraneo. E lo fa con il linguaggio universale dell’arte, come se fosse un mare anch’essa: un crocevia di culture, di creatività, di storie e di vita. Il caso ha voluto che incrociasse l’apertura a San Marino del Centro Studi Internazionali dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Ma il caso è anche destino, e ci dice – dunque – di metterci in gioco dentro questo grande mare che ha originato la civiltà. Per trasformarlo da ‘mare nostrum’ a ‘mare communia’, nonostante le difficoltà rilevate per via dell’emergenza sanitaria.”(Andrea Belluzzi, Segretario di Stato per la cultura sanmarinese)

Marina Xenofontos, Sunlight Vandalism, 2019, Single-channel video, 8:39 min, colour, audio
Marina Xenofontos, Sunlight Vandalism, 2019, Single-channel video, 8:39 min, colour, audio
Installation view, Alessandra Ferrini: A Bomb to be Reloaded (Chapter 0), 2019. Photo by Leonardo Morfini, OKNO studio. Courtesy of Villa Romana
Installation view, Alessandra Ferrini: A Bomb to be Reloaded (Chapter 0), 2019.
Photo by Leonardo Morfini, OKNO studio. Courtesy of Villa Romana

MEDITERRANEA 19 è curata da un comitato scientifico internazionale composto dai fondatori e partecipanti alla terza edizione di A Natural Oasis?, un programma di formazione e ricerca diretto dal 2015 da Alessandro Castiglioni e Simone Frangi, e aperto a curatori, artisti e ricercatori culturali under 34.

Abbiamo sostituito la prospettiva terrestre dell’Europa per una di tipo acquatico del Mediterraneo. L’acqua può insegnarci a fluidificare i legami, a comprendere il nostro corpo come spazio liquido che ci allontana da stereotipi di generi, sessualità, etica e razza. Un’acqua aperta alle nuove tecnologie e non tecnofoba. I numeri della Biennale sono sempre stati alti, ma a causa della pandemia gli artisti sono stati ridotti a 70 per motivi logistici. La Biennale si svolge in sei mesi, ma i suoi tempi di preparazione sono largamente estesi, soprattutto in un periodo storico complesso come questo. Le restrizioni Covid ci hanno imposto di riadattare le esigenze degli artisti che hanno rinunciato a progetti eclatanti per ridimensionarsi alla nuova realtà. Nonostante il duro colpo economico, la Biennale sarà visitabile, mettendo in atto tutti i protocolli di sicurezza. Ci auspichiamo ciò sia possibile soprattutto a luglio, con le esibizioni di arte performativa.” (Simone Frangi)

Marco Giordano, Mouth (2019), shell, water, soap, metal stand, power supply, airpump, 165x60x60 cm. Courtesy Frutta gallery and the artist
Marco Giordano, Mouth (2019), shell, water, soap, metal stand, power supply, airpump, 165x60x60 cm. Courtesy Frutta gallery and the artist
Selma Selman, Superposition (2018), live performance, 3 rounds of boxing each, 3’00’’. Studio Tommaseo, Trieste, Italy. Ph by Fabrizio Giraldi
Selma Selman, Superposition (2018), live performance, 3 rounds of boxing each, 3’00’’. Studio Tommaseo, Trieste, Italy. Ph by Fabrizio Giraldi

MEDITERRANEA 19 – School of Waters immagina una Biennale come una scuola temporanea, uno strumento collettivo di defamiliarizzazione dagli stereotipi che manipolano i nostri immaginari geografici, soprattutto quelli legati a un’interpretazione semplicistica dell’area Mediterranea. Una sorta di rivisitazione critica, materiale e simbolica delle acque. L’acqua è infatti legame tra popoli: può essere uno strumento divisivo, ma anche regalare unione inattesa grazie all’arte e alla cultura.

Theo Triantafyllidis, Anti-Gone (2020), mixed reality performance, variable dimensions. Courtesy the artist and Onassis Foundation
Theo Triantafyllidis, Anti-Gone (2020), mixed reality performance, variable dimensions. Courtesy the artist and Onassis Foundation

Vi è dunque la necessità di una rivoluzione geopolitica ed ecologica profonda, il desiderio di disinnescare frivoli nazionalismi e riscoprire il Mediterraneo come una forma di vita variegata e complessa.

Johanna Bruckner, Molecular Sex, 2020, Video installation, 18:00 min
Johanna Bruckner, Molecular Sex, 2020, Video installation, 18:00 min

School of Waters opera contemporaneamente su di un piano metaforico e su uno strutturale, in uno spazio piccolo come quello di San Marino.

Mordersi i capelli, scrivere nell’acqua, nominare Dio, scuotere un abito – il gesto viene cancellato nell’istante della sua esecuzione, cancellato dalla livida autonomia del suo supporto elementale” (‘On Water. A Proposition’)

Sophie Utikal, Can't Touch this, 2020, Textile, 1.10 x 0.8 m. Courtesy of the artist.
Sophie Utikal, Can’t Touch this, 2020, Textile, 1.10 x 0.8 m. Courtesy of the artist.

Infatti il gesto impossibile dello scrivere sull’acqua è una metafora dove la materia liquida è approcciata come un’entità libera, senziente e allo stesso tempo resistente al cambiamento. Gli oceani, i mari, le calotte di ghiaccio, i laghi, i fiumi, le falde acquifere, gli stagni, la neve, la pioggia, sono fluidi, si sciolgono, si condensano, evaporano e sono capaci di attraversare e presentarsi in diversi stati. Queste formazioni acquose ci offrono infatti la possibilità di rimodellare la comprensione del senso di appartenenza nel Mediterraneo, partendo dalle sue acque e non dalle sue terre.

Madison Bycroft, Anithero, Performance at Palais de Tokyo, with Flora Bonnet, Camille Brêteau, Nini Hu, Tilhenn Klapper, Boris Grzeszczak, Jonathan Sayer, and Felipe Vasquez, Costumes by Silvia Romanelli. Photo by Paul Fogiel
Madison Bycroft, Anithero, Performance at Palais de Tokyo, with Flora Bonnet, Camille Brêteau, Nini Hu, Tilhenn Klapper, Boris Grzeszczak, Jonathan Sayer, and Felipe Vasquez, Costumes by Silvia Romanelli. Photo by Paul Fogiel
Binta Diaw, Paysage corporel I, 2019, Chalk on cotton paper, 225 × 80 cm. Courtesy of the artist and Galleria Giampaolo Abbondio. Photo by Antonio Maniscalco
Binta Diaw, Paysage corporel I, 2019, Chalk on cotton paper, 225 × 80 cm.
Courtesy of the artist and Galleria Giampaolo Abbondio. Photo by Antonio Maniscalco

Incapace di percepire la forma di te, ti trovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, umilia il mio cuore, perché tu sei ovunque.“(Guillermo del Toro, ‘The Shape of Water’)

Valerio Conti, Untitled, 2019, from the series Ex Corpore. Photography on paper with a ripped line, 118.9 x 84.1 cm. Courtesy of the artist.
Valerio Conti, Untitled, 2019, from the series Ex Corpore. Photography on paper with a ripped line, 118.9 x 84.1 cm. Courtesy of the artist.

If we think of the whole operation of a school as a performance, how does that change the ways we teach and learn, or what we think of as knowledge? Looking to performances themselves as sites of knowledge, we might engage with the public in critically reflecting on and imagining what a school can do and be.”(Lauren Bakst, ‘School of Temporary Liveness’, University of the Arts School of Dance, 2019)

MEDITERRANEA 19 YOUNG ARTISTS BIENNALE

Repubblica di San Marino, sedi varie

15 maggio – 31 ottobre 2021

Opening: venerdì 14 maggio 2021, dalle ore 17.00

Elenco dei partecipanti:

Noor Abed (Palestina), Adrian Abela (Malta), Noor Abuarafeh (Egitto), ALTALENA (Italia), Marco Antelmi (Italia), Panos Aprahamian (Libano), Bora Baboci (Albania), Riccardo Badano & Hannah Rullman (Italia), Hanan Benammar (Norvegia/Algeria), Yesmine Benkhelil (Tunisia), Maeve Brennan (UK), Johanna Bruckner (Austria), Dante Buu (Montenegro), Madison Bycroft (Francia), Annalisa Cannito (Italia) in collaborazione con Wendimagegn Belete (Etiopia, Norvegia), Valerio Conti (San Marino), Selin Davasse (Turchia), Binta Diaw (Italia), Adji Dieye (Italia), Enar de Dios Rodríguez (Austria), Caterina De Nicola (Italia), Marianne Fahmy (Egitto), Alessandra Ferrini (Italia), Enrico Floriddia (Italia), Victor Fotso Nyie (Italia), Haris Giannouras (Grecia), Marco Giordano (Italia), Adrijana Gvozdenović (Montenegro), Bianca Hisse (Norvegia), Areej Huniti & Eliza Goldox (Giordania), KABUL MAGAZINE (Italia), Valentina Karga (Grecia), Dalia Khalife (Libano), Ru Kim (Francia), Gašper Kunšič (Slovenia), Sotiris Tsiganos & Ionian Bisai (Grecia), Vesna Liponik (Slovenia), DDC – Design di Comunità (Università di San Marino), Filippo Marzocchi (Italia), Corinne Mazzoli (Italia), Dina Mimi (Palestina), Tawfik Naas (UK), Eleni Odysseos (Cipro), Francis Offman (Italia), Mila Panić (Bosnia & Herzegovina), Eva Papamargariti (Grecia), GianMarco Porru (Italia), Gabriele Rendina Cattani (Italia), Jacopo Rinaldi (Italia), Virginia Russolo (Italia), Pablo Sandoval (Spagna), Michele Seffino (Italia), Selma Selman (Bosnia & Herzegovina), Vanja Smiljanić (Serbia), Alcaeus Spyrou (Albania), Chara Stergiou (Grecia), Valinia Svoronou (Grecia), Theo Triantafyllidis (Grecia), Endi Tupja (Albania), Sophie Utikal (Austria), Marina Xenofontos (Cipro).

FB: @BjcemNetwork

IG: @school_of_waters

WEB: bjcem.org

mediterraneabiennial.org

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#mediterranea19biennale

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