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Turner Prize 2021. L’Array Collective si aggiudica il prestigioso premio britannico

Array Collective, Pride 2019. Photography: Laura O’Connor Array Collective, Pride 2019. Photography: Laura O’Connor
Array Collective, Pride 2019. Photography: Laura O’Connor
Array Collective, Pride 2019. Photography: Laura O’Connor
L’Array Collective è un gruppo di artisti con base a Belfast, uniti per creare azioni collaborative in risposta alle questioni sociopolitiche che riguardano l’Irlanda del Nord.

Regno Unito. In una cerimonia in live streaming mercoledì sera, la Tate ha nominato l’Array Collective vincitore del Turner Prize 2021, uno dei premi d’arte più prestigiosi al mondo. L’edizione di quest’anno è stata la prima in cui tutti i suoi candidati finali erano collettivi. Una svolta netta per il premio, che in passato (dal 1984, anno della sua fondazione) ha sempre prediletto sostenere singoli artisti. Gli altri quattro collettivi erano: Black Obsidian Sound System, Cooking Sections, Gentle/Radical e Project Art Works. Per tutti, al centro dell’indagine, l’uomo e i mutamenti sociale che deve/è chiamato ad affrontare.

Ma veniamo ai vincitori. Array Collective, collettivo di 11 membri che ha sede a Belfast, ha ricevuto il premio principale di £ 25.000 (circa $ 33.000). Nella motivazione ufficiale la Tate ha elogiato il lavoro del gruppo definendolo “fiducioso e dinamico“, aggiungendo che “affronta questioni sociali e politiche urgenti che interessano l’Irlanda del Nord con umorismo, serietà e bellezza“. I restanti quattro candidati hanno ricevuto premi di £ 10.000 ($ 13.000). Lo spazio che utilizzano come base è situato nel centro di Belfast. I membri interni del collettivo sono:  Sighle Bhreathnach-CashellSinead Bhreathnach-CashellJane ButlerEmma CampbellAlessia Cargnelli, Mitch Conlon, Clodagh LavelleGrace McMurrayStephen MillarLaura O’Connor, Thomas Wells. Tuttavia, gli artisti partecipanti non si limitano ai titolari di studio.

Un parziale ritorno alla normalità se se considera che, in seguito alla pandemia, la Tate aveva ricalibrato la ridistribuzione dei premi per meglio affrontare le difficoltà che il mondo dell’arte sta vivendo in questo momento. L’anno scorso, al posto delle 25.000 sterline solitamente assegnate all’artista vincitore, 10 artisti e collettivi avevano ricevuto borse di studio individuali del valore di 10.000 sterline ($ 12.500), designate come Turner Bursaries.

Nel 2019, invece, il Turner Prize era stato diviso dopo che i quattro candidati – Lawrence Abu Hamdan, Helen Cammock, Oscar Murillo e Tai Shani – avevano chiesto che i fondi venissero divisi. Una mossa radicale e solidale in un momento di incertezza generale.

Il lavoro dei cinque collettivi di artisti finalisti del Turner Prize è attualmente in mostra alla Herbert Art Gallery and Museum di Coventry, in Inghilterra, e lo sarà fino al 12 gennaio 2022. A giudicare le candidature e ad esprimere un vincitore, per questa edizione 2021 del Turner Prize, sono stati Aaron Cezar, direttore della Fondazione Delfina; Kim McAleese, direttore del programma di Grand Union; l’attore britannico Russell Tovey; e Zoé Whitley, direttrice della Chisenhale Gallery di Londra.

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