Print Friendly and PDF

Il Musée d’Orsay ha acquisito due dipinti di Giulio Aristide Sartorio 

Giulio Aristide SARTORIO (Roma 1860 –1932) Dal mito delle Forze brute domate, alle conquiste ultime della scienza, olio su tela, 98 x 169 cm
Giulio Aristide SARTORIO (Roma 1860 –1932) Dal mito delle Forze brute domate, alle conquiste ultime della scienza, olio su tela, 98 x 169 cm

Il Musée d’Orsay di Parigi ha acquisito due pannelli di Giulio Aristide Sartorio riscoperti dalla galleria romana Antonacci Lapiccirella Fine Art che ne porterà un terzo a Tefaf Maastricht 2023

Fanno parte di un grande fregio decorativo realizzato da Sartorio in occasione dell’Esposizione Internazionale del Sempione nel 1906 che era destinato ad ornare la Sala del Lazio, nella quale erano esposte insieme a quelle di Sartorio, le tele di Camillo Innocenti, Umberto Coromaldi, Arturo Noci, Vitalini, Enrico Lionne, Antonio Discovolo, Pietro Mengarini, Antonio Mancini, Norberto Pazzini e Paolo Ferretti. Il fregio, dipinto “en grisaille” ad olio su tela, era composto da una teoria di pannelli con i quali l’artista intendeva illustrare “l’energia dell’Italia nella Storia, tramite dell’idea classica al mondo moderno”.

L’Esposizione voleva celebrare la grande impresa moderna del traforo del Sempione, così  il tema svolto nel fregio doveva essere quello dell’apoteosi delle conquiste dell’uomo. Per esemplificarle l’artista ne aveva identificato i momenti cruciali, tra i quali il posto centrale era occupato dal Rinascimento in quanto età della riscoperta di valori umani e civili. Nel catalogo della mostra Sartorio introduceva al significato delle sue figurazioni simboliche, svolte in una lunga fascia nella parte superiore dell’ampia sala, iniziando con l’esplicare il periodo che andava Dalla caduta di Roma imperiale e l’invasione barbarica al Rinascimento, proseguivano con Dalle grandi scoperte traverso le tristi età, al risorgere vivo della Stirpe e Dalla favola di Pegaseo, a la nuova conquista delle arti liberali e concludevano con Dal mito delle forse brute domate, alle conquiste ultime della scienza.

Dal mito delle forze brute domate, alle conquiste ultime della scienza raffigura la Nike aptera che annuncia “l’ultimo avvenimento dell’energia italiana: Gli uomini si parlano attraverso l’arco del cielo, sopra i monti, sopra l’Oceano”. In linea con l’idea di trarre ispirazione dal “massimo tempio di Athena” (il Partenone), Sartorio affida alla Nike àptera, ovvero senza le ali con le quali è generalmente rappresentata, il compito di annunciare l’invenzione del telefono. La Nike è raffigurata sulla destra del pannello, in piedi con l’ampia veste di ispirazione classicheggiante mossa dal vento; al lato sorretto da figure in posizione plastica, si vede parte dell’arco del cielo nell’ambito del quale spicca una fanciulla che sembra galleggiare nell’aria, a simboleggiare idealmente la parola, la comunicazione.

Giulio Aristide SARTORIO (Roma 1860 –1932). Dalle grandi scoperte traverso le tristi età, al risorgere vivo della Stirpe, 1906 olio su tela, 98 x 161 cm

Nel secondo pannello, leggermente spostato sulla destra, vi è una la figura che cavalca un cavallo. L’animale è colto mentre salta e la sua raffigurazione  trae origine dagli studi condotti dal vero sugli animali da Sartorio. Le figure umane nude o vestite, genuflesse, accartocciate su se stesse, quasi volanti nel cielo, in equilibrio precario o danzanti nello spazio, contribuiscono a creare l’impressione del movimento.

Interessante la storia sulla tecnica raccontata nel catalogo della galleria: Sartorio utilizza la fotografia per fissare le pose dei propri modelli che, altrimenti, sarebbero state difficili da mantenere a lungo. Il pittore era solito ricorrere all’espediente di fermare le pose tramite riprese fotografiche, riprendendo i modelli dall’alto. In tal modo otteneva anche il risultato di fissare perfettamente il panneggio e, nello stesso tempo, di mimare l’idea del bassorilievo, che a lui interessava.

Giulio Aristide SARTORIO (Roma 1860 –1932) Avvenimento d’ Arte e di cultura, 1906 – 1923. Olio su tela, cm 98 x 392, collezione privata, Roma

Un terzo pannello, parte dello stesso fregio, sarà presentato dalla galleria alla prossima edizione di Tefaf Maastricht 2023: “Avvento d’Arte e di Cultura, 1906 – 1923”. Come testimoniato dalla firma e dalla data lungo il bordo in alto a destra, il pannello è stato rielaborato dall’artista nel 1923 in occasione della Crociera della  Regia Nave Italia nell’America Latina, di cui Sartorio venne nominato Commissario governativo per la cultura. La lunga e vistosa crociera propagandistica aveva l’intento di esaltare e far conoscere la cultura e l’arte italiana. In quest’occasione il fregio assume un aspetto più attuale e complesso. La tavolozza viene visibilmente schiarita con l’inconfondibile bianco latteo e quelle libere pennellate di colore verde menta che contribuiscono a dare maggiore dinamismo alla narrazione.

www.alfineart.com

Commenta con Facebook