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Libri per scoprire protagonisti del grande e piccolo schermo

libri grande e piccolo schermo

libri grande e piccolo schermoQuattro libri per scoprire protagonisti e temi del grande e piccolo schermo: Jane Campion, Stanley Kubrick, Noël Burch e Squid Game

Lezioni di Piano (Paola Besutti e Gabriele Marcello – Gremese Editore)
Scritta a quattro mani da Paola Besutti e Gabriele Marcello, questa è la prima monografia italiana su Lezioni di Piano di Jane Campion, prima donna della storia del cinema a vincere la Palma d’Oro a Cannes. Il volume ricostruisce la genesi del film, il percorso della regista attraverso il suo sguardo non convenzionale, i rimandi letterari e la struttura portante della partitura musicale, protagonista e metafora dell’opera grazie al talento di Michael Nyman (con una colonna sonora divenuta oramai un classico). Lezioni di piano narra della graduale riappropriazione del desiderio e della sessualità da parte di una donna scozzese di metà Ottocento, trapiantata in un contesto coloniale neozelandese governato dalle regole puritane del vecchio continente, lontane dai modelli di vita dei nativi. La visione di Jane Campion, a distanza di anni, rimane intatta e il libro ne ripercorre la visione tramite un’analisi critica per comprendere meglio un film che sembra classico e romantico, ma che, in realtà, è il suo opposto.

Stanley Kubrick e me (Emilio D’Alessandro, Filippo Ulivieri – Il Saggiatore)
Trent’anni accanto a lui. Rivelazioni e cronache inedite dell’assistente personale di un genio. Emilio D’Alessandro è un ragazzo italiano che accompagna attori e produttori in giro per l’Inghilterra degli anni settanta a bordo della sua Ford Capri. Un giorno riceve una chiamata da una villa alla periferia di Londra: Stanley Kubrick sta finendo di girare Arancia meccanica e cerca un autista. Quell’incontro cambierà per sempre le loro vite: il giovane Emilio diventa il braccio destro del regista e, tra viaggi in cerca di location e lunghe chiacchierate a spasso per i set, tra i due nasce un legame “cinematografico”: un sodalizio professionale e umano durato trent’anni. Stanley Kubrick e me è il racconto di quegli anni, la cronaca della carriera di un genio del cinema, nonché la storia di una profonda amicizia e di una spettacolare avventura; con foto inedite e una raccolta di lettere e messaggi firmati da Kubrick.

Noël Burch, prassi del cinema (a cura di Cristina Bragaglia – Cue Press)
Pensato e composto innanzitutto come testo di «un cineasta per cineasti», il libro di Burch analizza tutti gli elementi base – dal rapporto tra tempo e spazio al soggetto, dal montaggio fino al sonoro – che costituiscono il nucleo dell’arte filmica. Da questi presupposti, il critico statunitense rintraccia le parole chiave per un nuovo vocabolario, nel tentativo di sciogliere i nodi e gli interrogativi che circondano il cinema e l’esperienza cinematografica dello spettatore. Nato a San Francisco nel 1932, ma emigrato in Francia nel 1951, Burch nel 1970 fonda, con André Fieschi e Daniel Manciet, l’Institut de formation cinématographique. Tra le sue opere principali oltre a Il lucernario dell’infinito, pietra miliare sugli studi della storia del cinema, anche Prassi del cinema (1969), la monografia Marcel L’Herbier (1973), e il pionieristico volume sul cinema giapponese To the Distant Observer (1979).

Squid Game. Il gioco postcapitalista (Guillermo Andrés Duque Silva – Mimesis)
Oltre lo schermo. E se Squid Game non fosse solo una popolare serie di Netflix? Il libro di Guillermo Andrés Duque Silva porta in primo piano il background socio economico di questa storia arrivata dalla Corea del Sud: la logica della competizione che governa l’economia postcapitalista della nostra società (senza regole). Ripercorrendo la vicenda del protagonista, Seong Gi-hun, l’autore propone così una’nalisi del rapporto tra indebitamento e ricchezza nel capitalismo contemporaneo, da cui emerge la figura dell’homo debitum, soggiogato dai debiti e il cui “comportamento creditizio” è la condizione di base della sua stessa esistenza: «Vi rivelerò cioè delle informazioni riguardo alla logica della competizione non regolamentata che vige sulle nostre vite e alle sue implicazioni nell’altra serie: quella della vita reale. Entrambe le “storie”, quella fittizia e quella reale, trattano insomma lo stesso argomento: la trama quotidiana di sopravvivere, costi quel che costi, in un mondo nel quale, a poco a poco, si perde ogni riferimento di giustizia. Per questo spero sinceramente di adempiere al dovere di ogni spoiler che si rispetti: “rovinarci il finale della storia”; non di Squid Game, ma del gioco postcapitalista in cui viviamo».

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