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China Now. A Brescia la Cina contemporanea della Sigg Collection

China Now, Installation view, Spazio CARME, Brescia

 

China Now, Installation view, Spazio CARME, Brescia

Nell’anno della Capitale Italiana della Cultura gli spazi rinnovati dell’ex chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Brescia accolgono oltre 30 opere della più importante collezione di arte contemporanea cinese in Europa, quella dello svizzero Uli Sigg. Ultima settimana per vistare la mostra

La collezione di Uli Sigg, conservata abitualmente a Lucerna, rappresenta un unicum nel suo genere poiché è la prima e la più completa collezione di arte cinese contemporanea. Ambasciatore per la Svizzera in Cina, Corea del Nord e Mongolia dal 1995 al 1998, Uli Sigg inizia in questi anni a collezionare in maniera sistematica opere di artisti cinesi contemporanei raggiungendo a oggi un totale di circa tremila pezzi, metà dei quali generosamente donata al Museo M + di Hong Kong di cui oggi rappresentano il nucleo costitutivo della collezione. Grazie al patrocinio del Comune di Brescia l’associazione Carme, con il sostegno di Massimo Minini, fondatore di Bellearti, oltre 30 opere della Uli Sigg Collection trovano un’inedita collocazione nel cuore antico di Brescia, allargando gli orizzonti della Capitale della Cultura verso l’oriente, come testimonianza delle mutevoli istanze di un paese sterminato, la Cina, molto più vicino di quanto percepito dalla vorace cultura occidentale.

L’arte cinese contemporanea ha attraversato solo in modo superficiale l’esperienza delle avanguardie europee che non le appartengono. Il presupposto su cui si fonda è invece la tradizione, anche se più immaginata che realmente vissuta. Come quella della delicata pittura a inchiostro su carta di riso, un potente modello visivo per l’arte cinese contemporanea, che rivive nel nell’onirico microcosmo figurativo di Fan Shao, nonché quella dell’arte calligrafica, la cui tradizione millenaria permane nella cultura visuale della Cina di oggi. Ne sono testimoni numerose opere esposte in mostra: la calibrata gestualità si manifesta come un’apparizione nei monocromi di Tian Wei, ieraticamente accolti dalle nicchie di quelle che furono le cappelle laterali dell’ex chiesa dei Santi Filippo e Giacomo.

China Now, Installation view, Spazio CARME, Brescia

Spiega il collezionista Uli Sigg: “Ho spostato la mia attenzione da quella di collezionista privato che cerca opere seguendo il proprio gusto a quella che potrebbe avere un’istituzione: cercare di rispecchiare la produzione artistica degli artisti contemporanei e sperimentali che vivono nella repubblica Popolare Cinese secondo uno sviluppo temporale attraverso tutti i media usati. La cosa più interessante che rende unica la collezione è il fatto che essa non si concentra su capolavori ma cerca di mettere insieme opere specifiche con una visione volta a creare un contesto completo di un dato argomento, e attraverso la loro combinazione, trovare un significato aggiuntivo.” Questo è il punto di partenza fondamentale per comprendere l’arte cinese contemporanea se si vuole coglierne l’originalità: un’approccio trasversale, capace di indagare la complessità di un paese su cui gravano una tradizione millenaria e un imprescindibile legame con il resto del mondo che ne declina le peculiarità attraverso commistioni e punti di vista alternativi, esplicabili solo mediante l’espressione artistica.

Ne è un esempio la colossale installazione ambientale realizzata da He Xiangyu, un conglomerato materico visivamente assimilabile a catrame solidificato, ottenuto tramite l’ebollizione di centoventisette tonnellate di Coca-Cola durante l’arco di un anno. L’opera concettuale, collocata al centro della navata, costituisce un mausoleo del consumismo, metafora inquieta del peso ingombrante dell’occidente sul paese d’appartenenza del suo autore. Si tratta di processi di decostruzione che interessano anche la celebre produzione di Ai Weiwei, artista cinese legato a Uli Sigg da un lungo sodalizio umano. Il Tavolo a tre gambe del 2005 innesta un paradosso strutturale su un raffinato esemplare di design databile alla dinastia Qing, capovolgendone la costitutiva valenza funzionale e riassemblando il prezioso complemento d’arredo in una scultura animata, capace di instaurare un dialogo rinnovato con lo spazio che si trova ad abitare.

Ai Weiwei, Tavolo a tre gambe, 2005, Installation view, Spazio CARME, Brescia

Il percorso espositivo si conclude in un ambiente oscuro e contingentato adiacente al grande open-space della struttura, una sorta di cripta che accoglie Second Seal – Every Being That Opposes Progress Shall be Food For You, la video installazione immersiva dell’artista Kin-Wah Tsang. Parte della serie The Seven Seals (2009), l’opera si concretizza in un ambiente i cui spazi sono definiti dal susseguirsi di proiezioni fluorescenti di testi informatizzati che riproducono in forma alfabetizzata il flusso di coscienza dell’artista. La visione di un mondo instabile e le molteplici idiosincrasie private dell’autore si innestano su tracce di un pensiero condiviso, in una stratificazione semantica che unisce spiritualità ed esistenzialismo, metafisica e politica. Frasi animate e brevi frammenti appaiono, si muovono e fluttuano a volte come un sussurro, talvolta come un monito torrenziale che rivela la natura dell’essere umano e gli instabili mutamenti socio-politici che lo interessano. Senza un inizio o una fine definiti, l’opera innesca un cortocircuito visivo in cui cicli continui sembrano ripetersi senza fine. In essa riverbera la ciclicità che caratterizza le molteplici prospettive degli artisti in mostra, nelle cui opere riecheggia il concetto di “eterno ritorno”: le criticità del tempo storico coincidono con lo sviluppo del quotidiano e vengono considerate perpetuamente ricorrenti per un numero infinito di istanze fugaci, nei medesimi tempi e in spazi apparentemente distanti.

 

Kin-WahTsang, Second Seal, Installation view, Spazio CARME, Brescia

 

CHINA NOW. Arte contemporanea dalla Sigg Collection

Fino al 3 settembre 2023
Brescia, Spazio C.AR.M.E
(Ex chiesa Ss. Filippo e Giacomo)
Via delle Battaglie 61/1

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