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Raccogliere Bellezza. La Collezione Centanini in mostra a Padova

Giovanni Boldini, Gondole a Venezia Giovanni Boldini, Gondole a Venezia
Giovanni Boldini, Gondole a Venezia
Giovanni Boldini, Gondole a Venezia
Dal Guercino a Chagall, il Museo Eremitani espone fino all’8 marzo un ricco nucleo della raccolta di Pietro Centanini

Fino all’8 marzo, il Museo Eremitani di Padova si fa teatro di un progetto espositivo di raro respiro: Raccogliere Bellezza, mostra che porta a Padova la Collezione Centanini, parte del patrimonio della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Curata da Alessia Vedova, con la consulenza scientifica di Elisabetta Vanzelli, l’esposizione si presenta come un viaggio nella storia del gusto e del collezionismo, capace di attraversare cinque secoli di arte occidentale.

Le opere scandiscono un percorso che va oltre la mera successione cronologica, configurandosi come il racconto di una visione: quella di una raccolta costruita nel tempo. Oggi riconosciuta tra le più significative collezioni private confluite in un’istituzione pubblica negli ultimi decenni.

Il nucleo prende forma grazie alla donazione, avvenuta nel 2015, dell’avvocato Pietro Centanini, figura colta e appassionata, capace di trasformare un interesse privato in un progetto culturale di autentico respiro pubblico. Alle opere provenienti dalla storica raccolta familiare – dipinti databili tra il Seicento e i primi decenni dell’Ottocento – Centanini affiancò, fin dagli anni universitari a Padova, nuove acquisizioni guidate da un’attenzione viva per il proprio tempo.

 

Elisabetta Marchioni, Natura morta con fiori
Elisabetta Marchioni, Natura morta con fiori

Se la tradizione costituì il primo orizzonte di riferimento, lo sguardo del collezionista si aprì progressivamente alla modernità. Accanto ad artisti veneti del Novecento legati a una ricerca misurata e rispettosa della storia, la collezione accoglie opere di maestri che hanno segnato in modo decisivo l’evoluzione del linguaggio pittorico italiano ed europeo. Il dialogo tra antico e moderno diventa così uno dei tratti distintivi dell’insieme.

Patrimonio condiviso

È proprio in questa tensione continua tra radice storica e apertura al presente che la collezione rivela la sua natura più autentica e la sua sorprendente attualità. Non mancano, tuttavia, ritorni consapevoli alle radici: dipinti del Sei e Settecento, come una Madonna attribuita a Guercino o un paesaggio ispirato alla poetica di Salvator Rosa, testimoniano un gusto affinato nel confronto continuo con la grande pittura del passato.

A partire dagli anni Ottanta, la collezione trova una sua fisionomia particolarmente riconoscibile nell’Ottocento italiano, con opere di assoluta qualità che attraversano alcune delle voci più alte della pittura italiana dell’Ottocento, da Giuseppe De Nittis a Silvestro Lega, fino a Giovanni Signorini. Parallelamente, il Novecento entra con decisione nella raccolta attraverso nomi che hanno segnato la storia dell’arte europea, da Giorgio de Chirico a Marc Chagall, da Carlo Carrà a Renato Guttuso.

 

Silvestro Lega, Ritratto di fanciulla
Silvestro Lega, Ritratto di fanciulla

Ne emerge così una collezione coerente e sorprendentemente attuale, frutto non solo di un gusto personale ben definito, ma anche di un dialogo costante con storici dell’arte, critici e mercanti tra i più autorevoli del panorama italiano. Raccogliere Bellezza non è dunque soltanto una mostra, ma una riflessione sul collezionismo come atto culturale: un esercizio di responsabilità verso le opere e, insieme, un gesto di fiducia nel futuro della loro fruizione pubblica.

Questa esposizione dimostra come la passione privata, quando sostenuta da cultura e visione, possa trasformarsi in patrimonio condiviso e duraturo, restituendo alla comunità un’eredità fatta non solo di capolavori, ma di visione, rigore e autentico amore per l’arte.

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