
Ph. Danilo Donzelli
Se chiedessimo agli artisti di scegliere un’opera della loro produzione e raccontarcela, cosa accadrebbe? Con “Un’opera a settimana” vi proponiamo un format di iconografia e iconologia incentrata sulle più interessanti espressioni del contemporaneo. Protagonista di questo diciottesimo appuntamento è Gian Maria Tosatti
Una rubrica di iconografia e iconologia che mette al centro la creazione artistica contemporanea. È questo il focus di “Un’opera a settimana”, format di ArtsLife che invita gli artisti a scegliere un’opera della propria produzione, e a raccontarla ai lettori svelandone ispirazione, processo creativo, significati reconditi, aneddoti che solitamente non vengono rivelati. Una riflessione sull’arte attraverso l’arte, per un’indagine che aspira a carpire l’universale per mezzo del particolare. E, forse, a conoscere più da vicino gli artisti, spingendosi oltre l’“usuale” contesto delle mostre.

In questo appuntamento, Gian Maria Tosatti ci racconta Manifestazione.
Recentemente un amico gallerista è venuto a trovarmi nella mia casa di Parigi. Si è stupito nel trovarla così, brutalmente vuota. Non ci sono mobili. In tutta la superficie, c’è solo un letto, un tavolo, due sedie. Le pareti sono bianche. Neanche un’opera appesa, un disegno… Non ci sono lampadari. In salotto c’è luce solo di giorno. Non si capacitava che potessi vivere ancora così, dopo molti mesi dal mio trasferimento. In realtà, gli ho spiegato, io vivo sempre così. Almeno, quando sono solo.
E gli ho raccontato di quando, nel 2013, presi casa a Napoli. Anche allora, gli stessi arredi. Con l’unica differenza che il tavolo era da disegno. In quel periodo conobbi Lucrezia Longobardi. Dopo un anno lei prese una gatta e io le chiesi di trasferirsi da me. Io rimasi fino al 2016. Poi tornai, stabilmente, a New York. Lei restò. Ma, finché vissi anche io in quella casa, lei non portò nulla. Rimanemmo in quel vuoto assoluto di cui il mio cuore aveva bisogno. Due sedie. Un tavolo da disegno. Un letto.
In quegli anni preparavo Sette Stagioni dello Spirito. Sette edifici storici, danneggiati dalla guerra o dal terremoto del 1980, ristrutturati e riaperti con all’interno opere ambientali di dimensioni iperboliche, duemila, quattromila, seimila metri quadrati. Mesi di montaggio sfiancanti per ognuna di loro, con squadre di persone raccolte lungo la strada quasi come un destino magico. Antonio, Giulia, Fazizi, Enrico, Vittoria, Andrea, Jacopo, Simona, Maddalena, Ugo, Sonia, Victoria, Moussa, Adama, Ibrahim, Elio, Inoussa e molti ne dimentico. Installammo una intera città. Sfidando, talvolta, l’impossibile e, talvolta, la Camorra.
Lucrezia tornava in quella casa vuota, con me, tutte le sere. Ma, entrando, si sarebbe detto che non ci fosse. Come me. Obbligato a essere spettro dal mio lavoro. L’unica traccia della sua presenza erano dei fiori che metteva a seccare su quelle pareti bianche, il carapace dello strano animale che sono. Per questo, ho sempre considerato quel gesto un segno di cura. Una cura per le ferite che mi procuravo ogni giorno, esponendo il cuore a tutti i venti. Anni dopo, quando feci una mostra per tentare di mettere ordine nel conto dei giorni che avevo speso, ricostruii una casa dell’anima. Un luogo che fosse davvero mio. E lì ritrovai quei fiori. Stavano attaccati a un chiodo. Sospesi su una piccola lastra di onice, giusto accanto a una finestra dello spirito. Manifestazione è il titolo che detti a quel piccolo ciclo di opere che restano, per me, tra le più amate e anche le più belle.
Leggi “Un’opera a settimana” su ArtsLife
1 – La Conversione di San Paolo di Marcello Maloberti
2 – 1943 di Jacopo Benassi
3 – Il fazzoletto della vera icona di Luigi Presicce
4 – LA NUBE di Eleonora Roaro
5 – Succubi e Supplizi di Francesco De Grandi
6 – Com’è il cielo in Palestina? di Giovanni Gaggia
7 – GESTI PLASTICI di Francesco Impellizzeri
8 – Ruinate di Elena Bellantoni
9 – Sorelle Acqua di Rachele Frison
10 – Arma il prossimo tuo come te stesso di Mario Consiglio
11 – L’amore è nell’aria di Bianco-Valente
12 – GIOVANNA di Ivana Pia Lorusso
13 – Opera senza data, senza titolo di Maura Banfo
14 – Trappola Calanco del Rio Tradito di Angelo Bellobono
15 – I just want to know who I am di Virginia Zanetti
16 – Resto dei MASBEDO
17 – Angela Paolini di Chiara Calore




