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Gli artisti italiani della Collezione ACACIA

Paola Pivi One cup of cappuccino then I go, 2007 stampa ed. n. 5/5 + 2AP, cm 160x21. Opera in comodato ad ACACIA
Paola Pivi One cup of cappuccino then I go, 2007 stampa ed. n. 5/5 + 2AP, cm 160x21. Opera in comodato ad ACACIA
Non è un caso che opere di artisti come Maurizio Cattelan, Mario Airò, Nico Vascellari, Adrian Paci, ma anche Francesco Vezzoli, Vanessa Beecroft, Paola Pivi e Grazia Toderi, siano raccolte insieme nella mostra che ha inaugurato la nuova parte, appena restaurata, di Palazzo Reale. Si tratta degli appartamenti cosiddetti “di riserva” che aveva fatto costruire, nel 1835, l’Arciduca Ranieri Vicerè del Lombardo Veneto, che decise infatti di adibire alcune delle sale nell’ala sud-ovest di Palazzo Reale ad “Appartamento di Riserva per Principi”. Principi, ospiti, ma anche “principi figli”, ossia gli arciduchini nati dal matrimonio di Ranieri con Elisabetta di Savoia-Carignano. Un anno dopo, nel 1836, l’Appartamento sarà inaugurato per gli invitati della casa imperiale. Oggi queste sale sono tornate intatte come allora, e ospitano, fino al 24 giugno, la raccolta d’arte di Acacia, l’Associazione fondata da Gemma De Angelis Testa e che dal 2003 lavora per riunire opere di artisti italiani contemporanei (soprattutto a partire alla fine degli anni Ottanta, dalla fine della Transavanguardia) con l’intento di dare vita ad una collezione di grande prestigio. Se il mecenatismo oggi ha ben poco a che vedere con l’idea classica del singolo che per abbellire il suo palazzo è disposto a finanziare il progetto e la realizzazione di un’opera d’arte e se, nel Duemila, si parla più facilmente di sponsorizzazione, di finanziamento, di sostegno economico da parte di un ente, un’istituzione o un’azienda, Acacia opera invece come secoli fa: si torna al mecenatismo di una volta. Si raccolgono opere di giovani artisti per il gusto di farlo e trarre importanti idee sullo stato dell’arte contemporanea italiana: “Credo che anche i privati cittadini abbiano un ruolo di sostegno fondamentale per la cultura -dice la Testa-. Il nostro obiettivo, attraverso la collezione che stiamo creando, è quello di fornire una chiave di lettura alle opere di arte contemporanea italiana. Riunendole, riusciamo a dare una lettura di ciò che sta accadendo nel nostro Paese”. L’intento è d’inserire tutte le opere raccolte in un Museo che nascerà ad hoc. Attendendo quest’ultimo risultato, a Palazzo Reale ora sono visibili i video di Marcella Vanzo, che opera una riflessione di ordine morale e politico mostrando degli esseri umani dall’aspetto non identificabile, raccolti e intrappolati nei movimenti da una strana maglietta-guscio, senza identità e che si muovono automaticamente in spazi post industriali generici e vuoti. Oppure quelli di Grazia Toderi, le fotografie di Adrian Paci, le foto di Paola Pivi, fino alle testimonianze delle performance legate al suono di Vascellari, o i ritratti fotografici di Francesco Vezzoli e le opere provocatorie di Cattelan. Insomma, dalla Beecroft a Gianni Caravaggio, passando per Roberto Cuoghi e Lara Favretto, si offre una panoramica accesa, multiforme e varia, dell’arte contemporanea italiana, in un contesto raffinato e che denota una stretta collaborazione tra il Comune e l’associazione privata Acacia.
Informazioni utili: “Gli artisti italiani della Collezione ACACIA” Palazzo Reale, Milano 12 aprile-24 giugno Piazza Duomo 12 a cura di Gemma De Angelis Testa e Giorgio Verzotti Orari: Lunedì, ore 14.30-19.30, Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica, ore 9.30-19.30 Giovedì e Sabato, ore 9.30-22.30 Ingresso gratuitowww.acaciaweb.it < http://www.acaciaweb.it/ > , www.comune.milano.it/palazzoreale <http://www.comune.milano.it/palazzoreale >

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