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Capolavori dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli

Mazzon, Fantasie colorate, 1949 Coll. Maria CERNUSCHI GHIRINGHELLI. Mazzon, Fantasie colorate, 1949. Coll. Maria CERNUSCHI GHIRINGHELLI
Mazzon, Fantasie colorate, 1949 Coll. Maria CERNUSCHI GHIRINGHELLI.
Mazzon, Fantasie colorate, 1949. Coll. Maria CERNUSCHI GHIRINGHELLI

Una visione astratta. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi: apre il 1 dicembre al MAN di Nuoro la mostra dedicata alla collezione della “musa astratta”.

Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata una figura unica nel panorama dell’arte italiana tra le due guerre. Considerata la “musa astratta” di Carlo Belli e Osvaldo Licini, all’inizio del 1930 divenne un’appassionata sostenitrice dell’arte astratta italiana e internazionale, riuscendo a intercettare le proposte più innovative con una grande autonomia di giudizio.

Una Peggy Guggenheim italiana, capace di intrattenere solidi rapporti con gli artisti, anche quelli più giovani e non ancora affermati, poiché ciò che più le interessava era “seguire e se possibile incoraggiare, gli sviluppi di un tipo di ricerca artistica in cui credevo”.

Ettore Colla, rilievo rosso con astas verticale_1966  Museo Villa Croce Genova.
Ettore Colla, rilievo rosso con astas verticale, 1966

Se l’interesse di una collezione privata lo si può ricondurre soprattutto alla sua originalità, dettata da una visione, da incontri e da esperienze personali, quella di Maria Cernuschi può essere senza dubbio considerata una delle collezioni italiane più interessanti del Novecento.

>>Una visione astratta. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi collezione privata” si propone di presentare al pubblico il cuore di questa collezione privata, rappresentativa di un momento storico e artistico fondamentale, ma anche specchio di storie, scelte, pulsioni e sentimenti personali della sua artefice.

Partendo da alcuni opere chiave dell’astrattismo italiano degli anni Trenta, passando per le ricerche percettiviste e preconcettuali degli anni Sessanta, fino all’arte Optical e la Nuova Pittura degli anni Settanta e Ottanta, la mostra, ripercorre la storia della collezione – conservata presso il Museo di Villa Croce a Genova – dialogando con alcuni dei principali movimenti artistici e autori del Novecento italiano.

Fontana, uovo nero orizzontale, 1968.
Fontana, uovo nero orizzontale, 1968

L’incontro di Maria Cernuschi con l’arte si deve al marito Gino Ghiringhelli, artista e proprietario della galleria milanese “Il Milione”, luogo fondamentale per la promozione dell’arte astratta in Italia.

Nel 1940, anno della separazione dal marito, inizia ad acquistare una serie di quadri. In seguito si trasferisce in Liguria e a partire dal 1965 gli acquisti si fanno sempre più frequenti e le scelte più rigorose.

I criteri di acquisizione abbandonano la sfera privata e si orientano sempre più verso il tentativo di documentare in maniera organica gli esiti della ricerca artistica contemporanea, soprattutto italiana, nell’ambito dell’astrazione.

Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata capace di cogliere gli elementi di novità nella produzione artistica del suo tempo senza attenderne la consacrazione da parte della critica o del mercato, come testimoniano le date – tutte precoci – dei lavori di Piero Manzoni, di cui in mostra è possibile vedere uno dei primi Achrome, di Agostino Bonalumi, di Lucio Fontana, di Osvaldo Licini, di Gino Ghiringhelli, di Bruno Munari e di numerosi altri autori.
Una lungimiranza nelle scelte affiancata e supportata dallo stretto e mai interrotto rapporto con le generazioni artistiche attive prima della guerra.

Una visione astratta. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi collezione privata
A cura di Ilaria Bonacossa e Francesca Serrati
Inaugurazione 1 dicembre ore 19.00
Museo MAN, Nuoro

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