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Giorgio Morandi e i fratelli de Chirico protagonisti da Farsetti

Lotto 539
Alberto Savinio (ATENE, 1891 – ROMA, 1952)
Le tendre quatuor (Hommage à Raphaël), 1928
Olio su tela cm. 92×73
Stima: € 750.000 / 1.000.000

A Prato il 26 e 27 maggio Farsetti esita le sue proposte di moderno e contemporaneo in tre sessioni. Quasi 500 lotti tra grafica, disegni, dipinti e sculture per due interessanti cataloghi dove, come capita spesso per la maison, i protagonisti sono Giorgio Morandi, i fratelli De Chirico e Lucio Fontana. Spicca anche una automobile futurista di Giacomo Balla

Il catalogo di arte moderna che Farsetti  esiterà sabato 27 (ore 16.00, terza sessione) è guidato da Alberto Savinio, fratello di Giorgio de Chirico, con una tela del 1928 con protagonisti i celebri manichini metafisici e che rende omaggio nel suo titolo a Raffaello: “Le tendre quatuor (Hommage à Raphaël)”. È stimata € 750.000/1.000.000. Nella scheda critica gli esperti della casa d’aste di Prato lo descrivono come un ‘quartetto’ di cavalieri nelle loro armature scintillanti che posano in un prato. «Alberto Savinio è stato definito come un Argonauta del suo tempo prendendo in prestito uno tra i suoi primi contributi narrativi, “La partenza dell’Argonauta” del 1918. Effettivamente, mentre sondava realtà e memoria attraverso forme di espressione quali il teatro, la musica, e l’arte, Savinio sembra proprio aver navigato le diverse sfere dell’inconscio quasi si trovasse in uno stato di ricognizione perpetua. Questa perlustrazione e le scoperte che ne sono venute hanno trovato forma in un’opera di straordinaria importanza come “Le tendre quatuor”, un’opera realizzata nel 1928, il periodo più felice della pittura dell’artista-poeta». Savinio è in asta con altri due lavori: una tempera del 1944 “Idillio marino” (200-300 mila euro) e “Ritratto di signora” del 1932 (25-35 mila euro).

Raffaello, Sacra Famiglia Canigiani, Monaco, Alte Pinakothek

Seguono Giorgio Morandi con una “Natura morta” del 1961 stimata 650-850 mila euro e Lucio Fontana con un “Concetto spaziale, Attese”, 2 tagli su bianco, valutato 420-520 mila euro. La Still-Life nell’opera di Morandi è stata, come scrive Franco Russoli: “La forma stessa della poesia. Simbolo quasi esclusivo, e certamente onnivalente della sua complessa e ricca personalità, e motivo figurale in cui hanno trovato immagini tutte le sue sensazioni, emozioni, idee, come hanno trovato soluzione stilistica le sue ricerche e creazioni di linguaggio, la natura morta di Morandi è espressione poetica e completa della vita e della cultura figurativa del nostro tempo. I suoi umili e usuali oggetti, incessantemente raffigurati, sono al tempo stesso oggetti amati nella loro apparenza reale e simboli formali; sono puri valori plastici e immagini dense di sentimenti in cui si riflette liricamente la storia del mondo d’oggi” (F. Russoli, in Giorgio Morandi, opere scelte, Bologna, 1998, p. 7). Il pittore bolognese è in asta anche con tre acqueforti quotate tra i 2 e i 5 mila euro.

Lotto 563
Giorgio Morandi (BOLOGNA, 1890 – 1964)
Natura morta, 1961
Olio su tela cm. 25,5×30,8
Stima: € 650.000 / 850.000
Lotto 551
Lucio Fontana (ROSARIO SANTA FÈ, 1899 – VARESE, 1968)
Concetto spaziale, Attese, 1961
Idropittura su tela, bianco, cm. 35×27
Stima: € 420.000 / 520.000

Tra i nomi noti per la partecipazione al Futurismo emergono Fortunato Depero, Gerardo Dottori, Enrico Prampolini e Giacomo Balla. Quest’ultimo è in asta con una grande tempera su carta applicata su tela (cm 77×119,5) intitolata “Automobile in corsa”. Quota 250-350 mila euro. Tra il 1913 e il 1914 l’artista studia e sperimenta il dinamismo attraverso l’analisi dell’automobile, definita dai futuristi “più bella della Nike di Samotracia”. L’arte di Balla è proprio un continuo sperimentarsi: prima sperimenta il movimento attraverso le gambe d’una bambina o d’un cagnolino poi con le forme della luce, con i vortici…  Come spiega Elena Gigli nella scheda critica in catalogo, in questa tempera, firmata in basso a sinistra FUTUR BALLA, l’artista raffigura l’automobile in movimento senza la figura dell’autista: la velocità dell’automobile in movimento viene sottolineata dal colore azzurro usato da Balla per rappresentare il moltiplicarsi delle ruote da destra a sinistra e la moltiplicazione dei piani nella rappresentazione rettangolare dell’abitacolo, ben riconoscibile nella fascia alta della composizione. La carta intelata, intitolata nel retro sulla targhetta scritta a macchina “Giacomo Balla \ Automobile in corsa \ (disegno esecutivo per arazzo)”, proviene direttamente da Casa Balla. La sua idea era la trasposizione in arazzo da parte della figlia Luce o della nipote Laura Marcucci Cambellotti.

Lotto 518
Giacomo Balla (TORINO, 1871 – ROMA, 1958)
Automobile in corsa, 1925 ca.
Tempera su carta applicata su tela
cm. 77×119,5
Stima: € 250.000 / 350.000

Il fratello di Savinio, Giorgio de Chirico, è presente in totale con 5 opere, due sculture e tre dipinti. Una classica “Piazza d’Italia” del 1953 è offerta a una stima di 380-500 mila euro, un nudo decisamente “renoiriano” del 1933 è offerto a 50-70 mila euro e un cosiddetto barocco del 1952 Venezia, Ponte di Rialto” a 180-280 mila euro. A proposito di quest’opera Federico Guidetti scrive in catalogo: «Come nelle altre numerose opere con soggetti veneziani, de Chirico rappresenta il ponte di Rialto consapevolmente con un taglio banale, quasi da cartolina, quasi volesse solo fare un esercizio estetico. Nel 1919 lo stesso artista, parlando del rapporto fra Turner e Venezia, definì la città lagunare come “eminentemente metafisica”. Quindi è proprio attraverso questa rappresentazione “scontata” che de Chirico trasforma questo monumento in un proprio luogo dello stile: ne sia un esempio esaustivo l’esecuzione della sua firma sul drappo rosso al centro della composizione. La veduta del ponte di Rialto affiancato, a destra, dal Palazzo dei Camerlenghi, è facilmente riconducibile a quelle eseguite nel Settecento da Canaletto, Guardi e Bellotto. La composizione presenta uno studio prospettico, con dettagli molto precisi (fatta eccezione per alcuni comignoli e il campanile di San Salvador); la matericità e la gamma cromatica della pittura non inficiano dunque il dettaglio, anzi ne esaltano la luminosità. La città e il canale subiscono un ritmo della pennellata molto serrato, che sembra voler afferrare ogni riflesso dell’acqua e del marmo che quella luce mattutina riesce a esaltare, mentre il cielo limpido è caratterizzato da velature più leggere. La veduta è infine molto radente, quasi a voler giocare con quei riflessi e quelle ombre che sembrano voler sfuggire al pennello, e descrive un Canal Grande che si può riconoscere forse solo alle prime luci del mattino. Mentre i gondolieri sono ancora indaffarati sui moli, il canale è ancora vuoto e silenzioso e, come le “Piazze d’Italia”, sembra voler svelare un segreto, ma la prua di una gondola lo sta già solcando e l’enigma, prima tanto vicino, ritorna nell’abisso».

Lotto 541
Giorgio de Chirico
(VOLOS, 1888 – ROMA, 1978)
Piazza d’Italia, 1953
Olio su tela cm. 50×70
Stima: € 380.000 / 500.000
Lotto 526
Giorgio de Chirico (VOLOS, 1888 – ROMA, 1978)
Venezia – Ponte di Rialto, 1952
Olio su tela cm. 50×70
Stima: € 180.000 / 280.000

Nella stessa tornata non mancheranno poi lavori significativi dell’arte informale. Nel dipinto di Giuseppe Capogrossi,  “Superficie 129” del 1954 (€ 180.000/280.000) è ben chiara la ricerca utopica e colma di varianti dell’artista. Il segno del tridente quale frammento, che al tempo stesso è un modello di infinito, disegna un continuo spazio-temporale, progressivo e mutevole, che si sviluppa attorno a un eterno ritorno. Un iconico “Cretto bianco” di Alberto Burri del 1976 è proposto con una valutazione di € 180.000/260.000. In quest’opera materica, la forza incontrollabile dell’elemento naturale sembra incontrare un nuovo ordine e aspirare a un senso universale. Sono dieci i lotti firmati da Renato Guttuso, undici quelli a nome Ottone Rosai e sei di Mario Sironi guidati, per valore, rispettivamente da il grande olio “Pannocchie, oggetti sul tavolo e finestra” del 1963 quotato 120-160 mila euro, “Borgata” del 1932 (50-70 mila) e “Figura femminile seduta, chitarra e dipinto (nudo) su cavalletto” del 1927 (70-90 mila).

Lotto 550
Alberto Burri (CITTÀ DI CASTELLO (PG), 1915 – NIZZA, 1995)
Cretto, (1976)
Acrovinilico su cellotex cm. 16,5×25,3
Stima: € 180.000 / 260.000
Lotto 533
Renato Guttuso (BAGHERIA (PA), 1912 – ROMA, 1987)
Pannocchie, oggetti sul tavolo e finestra, 1963
Olio su tela cm. 116×89,5
Stima: € 120.000 / 160.000

Arte Contemporanea

All’interno della sessione di Arte Contemporanea, che includerà un nucleo di opere dei Maestri del Movimento Spazialista, si segnala ancora Lucio Fontana, al lotto 433, il cui “Concetto spaziale, Natura” (stima 90-130 mila euro) diventa simbolo di un atto distruttivo ed al tempo stesso inno alla vita. Un coloratissimo lavoro della serie degli arazzi di Alighiero Boetti, lotto 434, “Senza titolo (Nero su bianco e bianco su nero)” del 1988 ca è stimato  320- 420 mila euro.

Lotto 433
Lucio Fontana (ROSARIO SANTA FÈ, 1899 – VARESE, 1968)
Concetto Spaziale, Natura, 1967
Due sculture in ottone lucidato, es. 127/500 cm. 26 h. ognuna
Stima: € 90.000 / 130.000
Lotto 434
Alighiero Boetti (TORINO, 1940 – ROMA, 1994)
Senza titolo (Nero su bianco e bianco su nero), 1988 ca.
Ricamo su tela cm. 112×103,5
Stima: € 320.000 / 420.000

Tra i lavori più contemporanei non mancherà un monumentale collage di Peter Beard, lotto 438, “Heart Attack City” del  1998, stimato 200-260 mila euro. Tra i dipinti di grande formato spicca anche un paesaggio orientale di Salvo del 1989 (lotto 432, stima 60/90 mila euro).

Distribuiti tra i due cataloghi delle tre sessioni d’asta esempi di grafica e di disegni, sculture e dipinti di artisti italiani e stranieri. Si evidenziano un nucleo di opere di Mario Schifano e Luigi Ontani. Il primo è in asta con 12 lotti stimati tra 2.500 e 35 mila euro e il secondo con ben 14 lotti guidati dalla scultura in cartapesta e legno “Triscobolo” del 1980-83 da 70-100 mila euro. Tra gli altri nomi di spicco: Carlo Carrà, Mario Sironi, Massimo Campigli, Emilio Scanavino, Franco Angeli, Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova e molti altri.

Lotto 439
Mario Schifano (HOMS, 1934 – ROMA, 1998)
Mare, 1976
Smalto e grafite su tela
cm. 90×120
Stima: € 8.000 / 14.000

 

 

FARSETTI
SFOGLIA I CATALOGHI

I sessione Lotti 1 – 262
Dipinti, Disegni, Sculture e Grafica
Venerdì 26 Maggio, ore 15,30

II sessione Lotti 301 – 441
Arte Contemporanea
Sabato 27 Maggio, ore 11,00

III sessione. Lotti 501 – 593
Arte Moderna
Sabato 27 Maggio, ore 16,00

Esposizione: Prato, 20 – 27 maggio (festivi compresi) | orario 10,00 – 19,00
(ultimo giorno di esposizione, orario 10,00-12,30)

www.farsettiarte.it

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