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Impressionismo

L’Impressionismo è una corrente artistica nata a Parigi tra il 1860 e il 1870 durata fino ai primi anni del Novecento e originata da un gruppo di artisti che rivoluzionò la pittura con un nuovo modo di dipingere. Nel 1863 Napoleone III inaugurò il Salon des Refusés, per ospitare le opere escluse dal Salon ufficiale tra cui le tele dei pittori impressionisti (che ancora però non si chiamavano così).

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Claude Monet “Impression, soleil levant”, 1872, Parigi, Musée Marmottan

L’impressionismo nasce ufficialmente il 15 aprile 1874 in occasione della mostra tenuta nello studio del fotografo Nadar da un gruppo di artisti respinti dal Salon di Parigi, il tempio della pittura ufficiale. La mostra ha un esito disastroso e provoca feroci polemiche. Ispirandosi al titolo del dipinto Impression, soleil levant di Claude Monet, il critico d’arte Louis Leroy definisce ironicamente questi pittori impressionisti. Gli impressionisti lasciano gli atelier per lavorare all’aperto nelle campagne, nelle periferie, nelle piazze. Utilizzano cavalletti portatili e colori a olio in tubetti, fabbricati per la prima volta in questi anni. Lo scopo è cogliere l’impressione visiva della realtà; da qui la necessità di un’esecuzione rapida, senza disegno preliminare, senza ritocchi e sfumature. Il fondamento della tecnica impressionista è lo studio della luce e del colore; per conferire la massima luminosità ai dipinti gli impressionisti accostano direttamente sulla tela i colori puri; aboliscono l’uso del nero per realizzare le ombre, che vengono rese combinando diversi colori. Spesso gli impressionisti rappresentano il medesimo soggetto in diversi momenti del giorno per mostrare come la luce, nel suo continuo divenire, trasformi cose e colori. E’ quindi un’arte corrispondente alla nuova realtà urbana dell’Ottocento, allo sviluppo seguito alla rivoluzione industriale, alla crescita della borghesia commerciale con la sua voglia di affermarsi e di godere dei frutti del proprio lavoro a teatro, nei bar, alle regate, alle corse dei cavalli, ed è così che spesso gli impressionisti la ritraggono nelle loro opere.

L’impressionismo è considerato una corrente artistica unitaria, tuttavia le varie personalità del gruppo interpretano in maniera diversa i principi comuni. Edouard Manet è il primo a rompere con la tradizione accademica, anche se non partecipa mai alle mostre impressioniste.

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Le Déjeuner sur l’herbe 1863, Edouard Manet, Musée d’Orsay, Paris

Claude Monet è il più rappresentativo del movimento: è il pittore della luce, del colore e dell’en plein air. Accanto a lui ci sono Camille Pissarro e Alfred Sisley, delicato interprete della natura.

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Camille Pissarro, Due giovani contadine 1891-1892, Metropolitan Museum of Art, New York

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Alfred Sisley, Le Brouillard, Voisins 1874, Musée d’Orsay, Paris

Pierre-Auguste Renoir dipinge luminose figure femminili e Berthe Morisot, pittrice raffinata, predilige gli ambienti familiari.

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Pierre-Auguste Renoir 1880-1882, Le déjeuner des canotiers, Phillips Collection, Washington

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Berthe Morisot, La culla 1872,  Musée d’Orsay, Paris

Di Edgar Degas sono celebri i dipinti sul mondo del balletto classico e delle corse di cavalli.

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Edgar Degas, La stella 1876-78, Philadelphia Museum of Art

Paul Cezanne, invece, si allontana progressivamente dall’impressionismo, enfatizzando la rappresentazione dei volumi e riducendo le forme alla loro essenza geometrica.

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Paul Cézanne, Veduta dell’Estaque e del golfo di Marsiglia (1878-1882), Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam

Il movimento, in sé, quindi, senza intenzioni rivoluzionarie, è totalmente rivoluzionario per quel che riguarda il rinnovamento del linguaggio dell’arte ancorato non più a determinate leggi, ma al mutare dell’esperienza del mondo, portando a termine la rottura di tutti gli equilibri antichi iniziata con l’opera di Turner e aprendo definitivamente la via a tutte le esperienze dell’arte contemporanea.

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William Turner, Venezia, la foce del Canal Grande 1840 circa, Yale Center for British Art

L’Impressionismo ha il merito di aver aperto la via a un nuovo linguaggio pittorico, ponendo le premesse per molte avanguardie del Novecento.

Gli anni in cui fiorisce l’impressionismo sono gli stessi in cui una nuova attenzione alla realtà investe ogni disciplina: è il periodo in cui nasce la fotografia, fotografi come Lartigue, Personnaz, Kuehn utilizzarono questa tecnica per produrre immagini di grandissima qualità, capaci di rivaleggiare con quelle dei pittori a loro contemporanei (e certamente con quelle di moltissimi fotografi di oggi).

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Cousin Caro and M. Plantevigne, Villerville, 1906, photo by Jacques Henri Lartigue

Nel suo tentativo di rappresentare la realtà così come appare all’osservatore, l’impressionismo è vicino alla filosofia positivista, che promuove un’indagine razionale e scientifica della realtà fondata sull’esperienza diretta.

I principi dell’impressionismo si estesero anche alla scultura, cambiandone fortemente motivi e forme, e dando vita a un modellato vivo e sensibile, che tende a fondere forma e spazio. Opere scultoree impressioniste degne di nota vennero create da Degas e Renoir. Molti principi e segni di questa vasta corrente sono presenti anche nelle sculture di Rodin e Bourdelle oltre che nell’opera dell’italiano Medardo Rosso.

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L’età dell’oro (1886), Medardo Rosso

Non si può precisamente parlare di Impressionismo in letteratura, piuttosto di incontro tra due modi di sentire e di vedere la realtà, e di critica alla tradizione, da una parte in pittura, dall’altra in letteratura. Tuttavia il romanziere e critico d’arte Octave Mirbeau, amico di Claude Monet, può essere qualificato come impressionista. Comunque, sono molti i punti in comune con la corrente letteraria del naturalismo, in particolare con uno dei suoi esponenti, Émile Zola, che affermava che il vero compito dell’artista fosse quello di riprodurre la vita, e sostenne gli impressionisti nei suoi numerosi scritti.

Anche nella musica si verificò un abbandono delle forme tradizionali come la sonata e la sinfonia. Tra i maggiori compositori impressionisti si ricordano Claude Debussy, Erik Satie, Maurice Ravel, Paul Dukas, Alexander Scriabin e Frederick Delius. Per quanto riguarda l’Italia, si accostò alle novità europee quando già queste si erano pressoché esaurite e trasformate in nuove tendenze: è opportuno, tuttavia, ricordare Ottorino Respighi.

 

Link utili:

https://it.wikipedia.org/wiki/Impressionismo

http://www.treccani.it/enciclopedia/impressionismo_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/

http://www.ovo.com/impressionismo/

http://www.francescomorante.it/pag_3/304.htm

 

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