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Artslife Playlist Vol.2: Kanye West, Jay-z, Beyonce, Johnny Cash, ma non solo

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Sapevate che saremmo tornati, ed eccoci qua. Questo è il secondo volume della Playlist firmata Artslife. Se vi siete perso il Vol.1 non preoccupatevi, lo trovate qui. Ma torniamo a noi: come sempre abbiamo messo solo brani collegati in un modo o nell’altro al mondo dell’arte. Il bello è che ce n’è per tutti i gusti, sia artistici che musicali, quindi: godetevela!

Storia di un artista – I Cani

Uno dei progetti musicali più longevi del panorama Indie italiano non poteva mancare di dedicare un brano a uno degli artisti più istrionici e iconici dell’arte contemporanea. “Eri un genio e un artista, eri ricco e viziato/Eri un vero profeta, eri un alcolizzato”, chi eri? Eri Piero Manzoni, ideatore degli Achromes e della Merda d’artista. La canzone non racconta tanto l’artista quanto la sua vita sregolata e la fine tragica.

Botticelli Tryptich – Ottorino Respighi

La musica di Ottorino Respighi è spesso descritta come “nuova vecchia musica”, per la sua capacità di reinterpretare in maniera originale la musica classica del primo novecento. Allo stesso modo sembra aver attinto come fonte di ispirazione da tre dipinti di Botticelli (Primavera, La nascita di Venere, L’adorazione dei Magi) per realizzare la sua opera. Chissà che un po’ del fascino dell’artista rinascimentale non sia confluito nelle note della composizione.

René And Georgette Magritte with their Dog After the War – Paul Simon

Sarebbe una consueta canzone tributo ai propri artisti di riferimento (The Penguins, the Moonglows, The Orioles) se non fosse che Paul Simon decise di identificarsi con René Magritte, immaginando una scena surreale dove l’artista e la compagna entrano in una camera d’hotel e li ballano nudi, con il loro cane al guinzaglio e alcune borse piene del risultato dello shopping fatto nel pomeriggio su Christopher Street.

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Ultralight Beam – Kanye West

“This is a God dream/This is a God dream/This is everything” è il mantra che ritorna nel pezzo che Kanye West ha scritto nel pieno dell’ispirazione mistico-cristiana. Cosa potrebbe sognare Dio? Sicuramente un mondo dove gli uomini possano convivere in pace. Lo sogna anche Arthur Jafa (Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2019) che nell’opera Love Is the Message, The Message Is Death ha scelto questo gospel per raccontare i contrasti razziali tutt’ora in atto.

Jay-z, Beyonce – Apeshit

Beh questa era scontata che apparisse prima o poi nella nostra playlist. Il perché è presto detto: il videoclip di questo brano è stato girato interamente al Louvre, fatto di per sè già abbastanza clamoroso. Ma evidentemente questo non bastava alla coppia musicalmente più influente nel panorama mondiale, infatti le coreografie sono meravigliose e re-interpretano alcune opere che si vedono nel video, per non parlare degli abiti e della canzone. Se si guarda bene, c’è anche un layer che riguarda questioni identitarie delle persone di colore. Tutto questo sommato fa all’incirca duecento milioni di views su You Tube. Non male.

Johnny Cash – God’s Gonna Cut You Down

Questa canzone uscita tre anni dopo la morte di uno dei più grandi cantanti americani, oltre ad essere un brano potente e coinvolgente come quasi tutte le canzoni dell’ultimo periodo di Cash  (tutti abbiamo nelle orecchie le sue cover di One e Hurt) ha un peculiarità in più: nel video della canzone, come in una sorta di omaggio, appaiono una serie di star e rockers, da Jay-z a Johnny Depp fino a Keith Richards. E quindi? Direte voi. Be’ a rendere onore a Johnny Cash c’è anche Dennis Hopper, guardatevi il video e state attenti che sicuramente lo riconoscerete!

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Peter Bjorn and John – Blue Period Picasso

Be’ qui il motivo è presto detto e lo ritroviamo nel titolo. La canzone prende in prestito le immagini dei dipinti di Picasso del periodo blu per parlare di solitudine, tristezza ma anche di amore. Il brano non è affatto male e questa, per quanto il titolo spieghi in maniera autonoma la nostra scelta, è un davvero un piccola chicca. Ballabile e non troppo triste. Magari vi appassionate a questo duo rock-folk svedese di cui probabilmente avete sentito la hit Young Folks.

Sonic Youth – Candle

Questo brano l’abbiamo scelto ma il motivo è un pò intricato. Possiamo considerare questa canzone infatti una specie di Title Track che va sovrapporsi al titolo ufficiale dell’album cioè Daydream Nation, uno degli album a detta di critica e fan più belli dei Sonic Youth. Ma dicevamo del brano, si perchè la copertina di questo disco è un dipinto del 1983 di Gerhard Richter della serie Kandle [candele in tedesco]. Ed ecco risolto il garbuglio. Sarebbe proprio bello recuperare e leggere la corrispondenza dove viene chiesto a Richter di usare un suo dipinto come cover di un album dei Sonic Youth, ma evidentemente era anche lui un fan!

Dumbass – AI Weiwei

D’accordo, non sono i Metallica, ma Ai Weiwei ha veramente inciso e rilasciato un pezzo heavy metal. O almeno questa era la sua intenzione. Dumbass rappresenta in ogni caso un ulteriore manifestazione di dissenso nei confronti del regime totalitario cinese, declinato in questo caso in una soluzione artistica che supera i confini dell’arte visuale.

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