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Ospitalità, spazio intimo e domestico. Un nuovo ciclo di incontri online con Fondazione Pini

Casa dei Saperi, Fondazione Adolfo Pini, Milano photo-credit-Elena-Rosignoli

La Fondazione Pini conclude il programma culturale pluriennale Casa dei Saperi sul tema delle Nuove Utopie, con un ciclo di cinque incontri online dal titolo Dell’ospitalità: le dimore che siamo. Come un laboratorio aperto di confronto, dialogo e contaminazione su temi centrali del dibattito contemporaneo, il cui filo conduttore, è la capacità di scambio e di confronto tra le arti e le discipline del pensiero. Sarà possibile seguire il programma sul canale Facebook della fondazione nei giorni di venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 dicembre 2020.

L’arte può essere uno strumento per re-immaginare un territorio? Quali sono i vincoli e le libertà poste dall’ospitalità? Sappiamo ospitare il nostro corpo ed esserne ospitati? Cosa ha cambiato la rivoluzione digitale del nostro modo di ricordare? La nostra casa può ospitare metamorfosi esistenziali? A queste domande cercheranno di rispondere filosofi, performer, artisti, scrittori in un dialogo extra accademico che da sempre contraddistingue il programma e le attività della Fondazione Pini.

I cinque incontri approfondiranno i temi dello spazio domestico, della creazione di uno spazio di intimità della relazione tra gli spazi e le persone: questioni divenute cruciali per tutti noi negli ultimi mesi, durante i quali abbiamo dovuto ripensare le nostre vite all’interno del perimetro circoscritto dalle limitazioni imposte alla vita sociale. Con Dell’ospitalità: le dimore che siamo si affronta il caso della circolarità delle relazioni che si innescano nell’ospite, il quale è portatore di un dono e di un’estraneità allo stesso tempo. Gli interventi metteranno in luce forme diverse di ospitalità e dell’abitare insieme: concrete, creative, metaforiche.

A iniziare, venerdì 11 dicembre dalle 18.30 alle 19.30, Leonardo Delogu, performer e regista, in dialogo con Alessia Zabatino risponderà alla domanda: dove l’arte può fare casa? A partire dal lavoro di Leonardo e del collettivo DOM nelle aree terremotate del Centro Italia e nelle periferie romane, durante l’incontro si cercherà di capire come la pratica artistica possa far fare esperienza di nuove relazioni tra gli spazi e le persone e dunque di nuovi modi di abitare per un diverso presente.

Gli incontri proseguono sabato 11 dicembre dalle 16.30 alle 20.30, con la scrittrice Veronica Raimo ed Elisa Gianni che insieme converseranno su come fuggire dalla realtà inospitale. Si parlerà dei vincoli e delle libertà dell’ospitalità; della possibilità della scrittura e della traduzione di aprirci all’altro e ospitarlo e infine delle tendenze letterarie che oggi forniscono una via di fuga da una realtà sempre più inospitale. Mentre l’artista, performer e scrittrice Laura Cionci si confronterà con Valeria Cantoni Mamiani su quale corpo ospitiamo. Insieme cercheranno di tracciare l’esperienza della trasformazione dell’essere materiale, fisico e di quello sottile, nella mente e nelle emozioni.

Il ciclo di incontri si conclude domenica 13 dicembre 2020 dalle 10.30 alle 13.30, con l’intervento del filosofo Davide Sisto in dialogo con Cristina Travanini su come cambiano memoria e oblio nello spazio digitale. Al centro del dibattito è la rivoluzione digitale e come questa sovverta le regole alla base del nostro modo di ricordare e di dimenticare. La seconda parte della giornata vedrà invece protagonisti il filosofo Emanuele Coccia, che si interrogherà con Sonia D’Alto su quali metamorfosi abitare. Coccia riflette sullo spazio domestico come un laboratorio per sperimentare metamorfosi esistenziali e ospitare nuove possibilità relazionali.

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