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La ballata della vita. Una collettiva a Venezia parla di ciò tutti tacciono: la morte

Beatrice Gelmetti_Summer-power-nap_36degrees_2022_acrilico-gesso e olio su tela, 145×200 cm
La ballata della vita è la mostra, a cura di Francesco Liggieri, che marina bastianello gallery presenta a Venezia. Una collettiva che coinvolge tre artisti – Giacomo Bolzani, Beatrice Gelmetti e Paula Sunday – in una riflessione intima e universale sulla morte. Dal 23 settembre all’11 novembre 2023. 

La ricerca trae ispirazione dal libro apocrifo La vita di Adamo ed Eva, che racconta anche la morte del progenitore, e che prende forma in 12 opere; 12 come numero fondamentale nella Cabala e, nell’età degli esseri umani, un simbolo di cambiamento. É il momento della pubertà, della crescita, dell’evoluzione. Simbolicamente rappresenta il primo di diversi momenti di passaggio, i quali gradualmente conducono alla maturità e, infine, alla morte.

Proprio su questo concetto, la morte, la mostra vuole in definitiva porre l’attenzione. Una parola scomparsa dal vocabolario del quotidiano, soppiantata tuttavia da infiniti sinonimi, come protagonista di un esorcismo collettivo. Quello a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni è un allontanamento progressivo della sua rappresentazione nella società Occidentale e della sua stessa idea nella vita sociale. Un atto a cui corrisponde, inevitabilmente, una minore consapevolezza della transitorietà e dell’impermanenza che ci accomuna, del valore stesso da dare al tempo e, in definitiva, alla vita stessa.

La ballata della vita prova a invertire la tendenza attraverso le opere di tre artisti contemporanei: Giacomo Bolzani, Beatrice Gelmetti e Paula Sunday.

Giacomo Bolzani_Caravaggio era un maiale con Pasquale Martini 2019 Full HD 23” col_
Giacomo Bolzani_Caravaggio era un maiale con Pasquale Martini 2019 Full HD 23” col_

Il punto di partenza è il grande dipinto di Beatrice Gelmetti dal titolo summer power nap / 36 degrees, che rappresenta l’immagine spensierata dell’essere bambini, la libertà di essere e vivere lontani dalle convenzioni sociali che opprimono l’età adulta.

Paula Sunday rappresenta la maturità, fisica e intellettuale nel quadrittico composto dalle opere provenienti dai progetti Babilonia, S.O.B. (Solitude of Bodies) e in ultimo Diario di una doppia, ad uso singolo dove i temi della ricerca dell’artista sono uniti dalla figura del corpo femminile, strumento rivelatore di un’identità culturale e ideologia.

Il video di Giacomo Bolzani dal titolo Caravaggio era un maiale conduce alla fine del viaggio, a quel punto che si cerca di rimandare, a cui non guardare e che, si pensa, riguardi sempre gli altri e mai se stessi. Uscendo dallo spazio fisico della galleria, conclude idealmente il percorso il trittico di video ambientali di Bolzani, SENTRIES – sentinelle, Sulla possibilità di evadere e Mare d’inverno, visualizzabile tramite QR code.

Paula Sunday_Room 428 _ Diario di una doppia, usosingola. 2022 Fotografia Digitale misure variabili
Paula Sunday_Room 428 _ Diario di una doppia, usosingola. 2022 Fotografia Digitale misure variabili

Biografie

Beatrice Gelmetti (Verona, 1991) ha conseguito il diploma di secondo livello in pittura con il punteggio di 110 all’ Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2019, prosegue la sua ricerca artistica presso lo studio Kadabra di Venezia Mestre. Membro del collettivo “Fondazione Malutta”, composto da giovani artisti emergenti nel mondo dell’arte contemporanea. Nel 2022 vince la quinta edizione di “We Art Open”, curato da No Title Gallery a GAD Giudecca Art District. Tra le ultime esperienze: “CARATI- Regali preziosi donati da amici”, Il crepaccio Instagram Solo Show a cura di Caroline Corbetta; “Perché siamo come tronchi nella neve”, a cura di Luca Zuccala e Andrea Tinterri, Società Umaniaria, Chiostro dei glicini, Milano; “Super Call” a cura di SuperGiovane in collaborazione con Casa Testori, Pietrasanta, Lucca

Paula Sunday (Napoli, 1981) si laurea in fotografa all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel marzo 2010. Lo stesso anno riceve il “Premio Nazionale delle Arti” nella sezione fotografa con “Fabbrica”, con “Madre”si classifca prima al “Premio Celeste” nella categoria video ed espone alla 54°Biennale di Venezia (Padiglione Accademie) curata da Vittorio Sgarbi. I suoi progetti sono stati inclusi in numerose pubblicazioni ed ha al suo attivo diverse mostre sia in Italia che all’estero, a Berlino, Parigi, New York, Cairo. Vive e lavora tra Napoli e Milano.

Giacomo Bolzani (Mantova, 1988) è cresciuto in un paese lungo il fiume Po, contesto al quale deve gran parte del suo primo immaginario. Si laurea al Dams Cinema di Gorizia e frequenta un Master in Documentario Interattivo alla Cineteca di Bologna. Nel 2019 realizza “Caravaggio era un maiale”, documentario breve con il quale esordisce al Torino Film Festival e vince come miglior film d’arte all’Asolo Art Film Festival. Nel 2021 realizza ‘Cincheciò – Gente di morra’, con cui vince al Corto&Fieno Film Festival e al Glocal Film Festival di Torino. Nel 2022 presentato alla Biennale Cinema di Venezia gli esiti del seminario ‘In Progress’, della Milano Film Network. Lavora come filmmaker documentarista.

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