
Presenza costante nelle principali rassegne internazionali, Di Luciano ha partecipato recentemente alla 59ª Biennale di Venezia
Si è spenta all’età di 93 anni Lucia Di Luciano, artista tra le figure più rigorose e coerenti della ricerca cinetico-programmata italiana. Una protagonista di quella stagione sperimentale che ha segnato profondamente il linguaggio visivo del secondo Novecento, ridefinendo il rapporto tra metodo, percezione e immagine.
Attiva per oltre settant’anni, Di Luciano ha attraversato l’arte come campo di indagine, sviluppando un lavoro fondato su strutture geometriche, griglie, sequenze e variazioni minime. Capaci di attivare nello sguardo instabilità, vibrazioni e profondità percettive. Una ricerca che, pur mantenendo un’impostazione analitica, non ha mai rinunciato a una dimensione poetica. Evolvendosi nel tempo verso soluzioni più libere e cromaticamente complesse.

Presenza costante nelle principali rassegne internazionali, ha partecipato recentemente alla 59ª Biennale di Venezia. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti, come la Tate Modern di Londra, il MAMCO di Ginevra, il Musée Cantonal Des Beaux-Arts di Losanna. Confermando il riconoscimento internazionale di un percorso rimasto a lungo ai margini del racconto dominante, ma oggi pienamente riscoperto.
Nel 2027 il Maxxi di Roma, città che l’artista aveva eletto a propria casa, le dedicherà una grande retrospettiva. Un progetto che assume ora il valore di una restituzione storica e critica, chiamata a rileggere l’opera di Lucia Di Luciano come una delle più lucide e radicali espressioni dell’arte programmata italiana.









