
L’esposizione ripercorre l’intera parabola artistica di Gastel, con oltre 250 opere e una selezione dei suoi scritti e delle sue poesie
Lontana da una lettura cronologica, la mostra si sviluppa per nuclei tematici ed emotivi. Lasciando che siano le immagini, i testi e le parole dello stesso artista a guidare il visitatore. Dal 30 gennaio al 26 luglio Palazzo Citterio a Milano dedica una grande personale a Giovanni Gastel (1955–2021), maestro indiscusso della fotografia contemporanea e raffinato interprete dello stile milanese. Curata da Uberto Frigerio, l’esposizione – titolo Rewind – ripercorre l’intera parabola artistica del fotografo attraverso un percorso immersivo e profondamente personale.

Oltre 250 le opere presenti, dalle prime copertine di moda degli anni Settanta agli still life più sperimentali, dalle polaroid ai celebri Fondi oro, fino ai ritratti di figure iconiche. Che restituiscono la complessità di uno sguardo capace di unire eleganza e ironia, rigore e libertà. Pioniere nell’uso della post-produzione digitale fin dagli anni Novanta, Gastel ha saputo fondere analogico e digitale in un linguaggio inconfondibile, sempre filtrato dalla sua interiorità. Per la prima volta, la mostra presenta anche una selezione dei suoi scritti e delle sue poesie, parte integrante di un immaginario in cui memoria e immagine si trasformano in racconto.
Al centro del progetto espositivo emerge anche il legame profondo tra Gastel e Milano. Non semplice sfondo, ma vera matrice culturale e creativa del suo lavoro. Una città che l’artista ha saputo raccontare e rappresentare con uno stile insieme aristocratico e contemporaneo, tanto da essere definito da Harper’s Bazaar USA “l’ambasciatore di Milano per eccellenza”.










