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A Brescia la Vittoria Alata dialoga con l’Idolino di Pesaro. A “farli parlare” è Francesco Vezzoli

Victoria Mater. L’idolo e l’icona, installazione di Francesco Vezzoli. Fotografia di Alessandra Chemollo. Courtesy Fondazione Brescia Musei Victoria Mater. L’idolo e l’icona, installazione di Francesco Vezzoli. Fotografia di Alessandra Chemollo. Courtesy Fondazione Brescia Musei
Victoria Mater. L’idolo e l’icona, installazione di Francesco Vezzoli. Fotografia di Alessandra Chemollo. Courtesy Fondazione Brescia Musei
Victoria Mater. L’idolo e l’icona, installazione di Francesco Vezzoli. Fotografia di Alessandra Chemollo. Courtesy Fondazione Brescia Musei
Al Parco Archeologico di Brixia, le sculture in bronzo della Vittoria Alata e l’Idolino di Pesaro (proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze) sono fruibili insieme in un inedito allestimento pensato da Francesco Vezzoli

Due capolavori dell’arte antica comunicano grazie all’arte contemporanea, che diventa così il linguaggio attraverso cui si esplica un inedito dialogo. È ciò che sta accadendo a Brescia, al Parco Archeologico di Brixia Romana, all’interno del Capitolium. Qui, fino al 12 aprile, è in corso Victoria Mater. L’idolo e l’icona, installazione realizzata da Francesco Vezzoli con la curatela di Donatien Grau.

Il progetto mette in relazione la Vittoria Alata – scultura in bronzo risalente alla seconda metà del I secolo d.C. e ritrovata nel luglio 1826 durante gli scavi archeologici condotti nell’area del Capitolium dai membri dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia – e l’Idolino di Pesaro, scoperto nella città marchigiana nell’ottobre del 1530 durante i lavori di scavo per le fondazioni della casa del nobile pesarese Alessandro Barignani, alle spalle del Palazzo Ducale.

Victoria Mater. L’idolo e l’icona, installazione di Francesco Vezzoli. Fotografia di Alessandra Chemollo. Courtesy Fondazione Brescia Musei
Victoria Mater. L’idolo e l’icona, installazione di Francesco Vezzoli. Fotografia di Alessandra Chemollo. Courtesy Fondazione Brescia Musei
Il progetto

Victoria Mater. L’idolo e l’icona è stato realizzato grazie alla collaborazione tra Fondazione Brescia Musei e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, da cui proviene l’Idolino di Pesaro. Il museo fiorentino, fino al 9 aprile, presenta inoltre un’esposizione “gemella”. Icone di potere e bellezza è il suo titolo, con tre teste bronzee di imperatori romani provenienti dalle Collezioni bresciane, in dialogo con materiali delle raccolte medicee.

Victoria Mater. L’idolo e l’icona vuole raccontare attraverso l’incontro tra le due statue il loro significato simbolico, che è ciò che le accomuna. Ovvero l’essere “icone”, rappresentazioni della divinità, portatrici di valori universali. L’intervento di Francesco Vezzoli – che nella sua ricerca indaga linguaggi ed estetiche dell’arte classica per reinterpretarli in chiave contemporanea – mira a enfatizzare questi concetti.

Victoria Mater. L’idolo e l’icona, installazione di Francesco Vezzoli. Fotografia di Alessandra Chemollo. Courtesy Fondazione Brescia Musei
Victoria Mater. L’idolo e l’icona, installazione di Francesco Vezzoli. Fotografia di Alessandra Chemollo. Courtesy Fondazione Brescia Musei
L’installazione di Francesco Vezzoli

A fare da “ponte” tra le due statue antiche, collocate all’interno del Capitolium una vicina all’altra, è una scultura in bronzo realizzata ad hoc da Vezzoli. Una sorta di silhouette che, per effetto del trompe l’oeil e di un suggestivo gioco di luci, restituisce l’impressione di un’ombra. Così la Vittoria Alata e l’Idolino sembrano comunicare attraverso questa figura che è concreta e allo stesso tempo diafana, fungendo quasi da quinta scenica al loro dialogo.

“L’opera di Francesco Vezzoli ha il genio di essere allo stesso tempo diretta, provocatoria, ambigua, di basarsi su profondità di significato e di attraversarle”, spiega il curatore Donatien Grau. “Questa opera-installazione costituisce allo stesso tempo l’autoritratto di un artista il cui l’opera è sempre in relazione, una rilettura della storia e un invito alla presenza contemporanea”. Il progetto è promosso da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, l’Opificio delle Pietre Dure e il contributo di Intesa Sanpaolo, col patrocinio dell’Ateneo di Brescia – Accademia di scienze, lettere e arti. È stato pensato per accompagnare l’apertura delle celebrazioni per il Bicentenario della scoperta del deposito bronzeo del Capitolium bresciano, dove si conservava la Vittoria Alata, e in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

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