26 Settembre 2026 01:15

Un’opera a settimana. “Opera senza data, senza titolo” di Maura Banfo

Maura Banfo, Opera senza data, senza titolo
Maura Banfo, Opera senza data, senza titolo
Se chiedessimo agli artisti di scegliere un’opera della loro produzione e raccontarcela, cosa accadrebbe? Con “Un’opera a settimana” vi proponiamo un format di iconografia e iconologia incentrata sulle più interessanti espressioni del contemporaneo. Protagonista di questo tredicesimo appuntamento è Maura Banfo

Una rubrica di iconografia e iconologia che mette al centro la creazione artistica contemporanea. È questo il focus di “Un’opera a settimana”, format di ArtsLife che invita gli artisti a scegliere un’opera della propria produzione, e a raccontarla ai lettori svelandone ispirazione, processo creativo, significati reconditi, aneddoti che solitamente non vengono rivelati. Una riflessione sull’arte attraverso l’arte, per un’indagine che aspira a carpire l’universale per mezzo del particolare. E, forse, a conoscere più da vicino gli artisti, spingendosi oltre l’“usuale” contesto delle mostre.

Maura Banfo. Photo courtesy Andrea Segliani
Maura Banfo. Photo courtesy Andrea Segliani

In questo appuntamento, Maura Banfo ci racconta Opera senza data, senza titolo.

Ho scelto quest’opera che rappresenta un cambiamento interiore iniziato molti anni fa e poi cresciuto con me in un intreccio/fusione tra l’arte e la vita. È un’opera che non ho mai esposto, è un’opera senza data, senza titolo, cammina con me e forse da qualche parte mi porterà.

In un momento di impossibilità di spostamento, ho creato una connessione video e fotografica con una cara amica libanese. Ho lavorato su un’idea virtuale di cammino verso di lei nonostante il mio camminare fosse limitato da uno spazio. Un viaggio perdendomi in un sogno momentaneo che mi portava fino a lei. Un camminare libero a piedi scalzi.

In questi ultimi tempi, ho cercato di osservare la mia strada e ho ben capito di non essere alla ricerca di nessuna verità; il mio lavoro è semplicemente (o difficilmente) un viaggio. il viaggio della mia vita.

Un cammino verso dove non mi è ancora chiaro, la libertà di poter camminare senza restrizioni, oggi una privazione che più che mai è sotto i nostri occhi, che mi turba e allo stesso mi fa capire quanto fortunata sia a poterne godere.

E come ogni viaggio si sperimentano emozioni, disagi, euforia, difficoltà, sentimenti contrastanti. Si percorrono pezzi di questo viaggio con alcune persone, si sale e si scende, qualcuno resta e qualcuno va, ma il viaggio prosegue sempre. Per andare, tornare e ripartire. E ciò che deve restare resterà. Anche nella sua fragilità. Ed è proprio in questa fragilità che trovo la mia completezza. Per ripartire.

Ascolto ciò che mi circonda e cerco di estrarne bellezza attraverso l’arte, cerco bellezza anche dove apparentemente sembra non esserci. Ci provo! Una bellezza a volte scomoda, anche quando dentro e fuori di me il tormento sembra occupare lo spazio maggiore. Anche quando il mondo intorno crolla. Forse è una forma di difesa…o forse non so.

Quest’opera oggi la sento ancora più forte, dove i confini del camminare sono sempre più ristretti e ingiusti. Dove il limite non è una scelta ma una strategia di chi divide invece di unire. E il mio cammino non può astenersi né fingere.

Quante volte mi sono sentita inadeguata, sbagliata, sfiduciata, in preda a certe paure. Quante volte! E questo camminare nell’arte ha dato un senso a quel mare in burrasca che vive in me.

Leggi “Un’opera a settimana” su ArtsLife

1 – La Conversione di San Paolo di Marcello Maloberti
2 – 1943 di Jacopo Benassi
3 – Il fazzoletto della vera icona di Luigi Presicce
4 – LA NUBE di Eleonora Roaro
5 – Succubi e Supplizi di Francesco De Grandi
6 – Com’è il cielo in Palestina? di Giovanni Gaggia
7 – GESTI PLASTICI di Francesco Impellizzeri
8 – Ruinate di Elena Bellantoni
9 – Sorelle Acqua di Rachele Frison
10 – Arma il prossimo tuo come te stesso di Mario Consiglio
11 – L’amore è nell’aria di Bianco-Valente
12 – GIOVANNA di Ivana Pia Lorusso