
Se chiedessimo agli artisti di scegliere un’opera della loro produzione e raccontarcela, cosa accadrebbe? Con “Un’opera a settimana” vi proponiamo un format di iconografia e iconologia incentrata sulle più interessanti espressioni del contemporaneo. Protagonista di questo quattordicesimo appuntamento è Angelo Bellobono
Una rubrica di iconografia e iconologia che mette al centro la creazione artistica contemporanea. È questo il focus di “Un’opera a settimana”, format di ArtsLife che invita gli artisti a scegliere un’opera della propria produzione, e a raccontarla ai lettori svelandone ispirazione, processo creativo, significati reconditi, aneddoti che solitamente non vengono rivelati. Una riflessione sull’arte attraverso l’arte, per un’indagine che aspira a carpire l’universale per mezzo del particolare. E, forse, a conoscere più da vicino gli artisti, spingendosi oltre l’“usuale” contesto delle mostre.

In questo appuntamento, Angelo Bellobono ci racconta Trappola Calanco del Rio Tradito.
L’opera che ho scelto si intitola Trappola Calanco del Rio Tradito, e appartiene al ciclo realizzato tra il 2020 e il 2022 per il progetto Mappa Appennino, che racconta storie di fragilità, tensioni, verticalità e rimozioni naturali e antropologiche, presentato in una mostra personale al museo MAXXI L’Aquila, capitale di quell’Appennino che naviga al centro del Mediterraneo.
Un Calanco rappresenta una condizione di instabilità estrema, una montagna geologicamente in disfacimento che torna al mare da cui è emersa e su quello del Rio Tradito, in Val Samoggia, ho adagiato per alcuni giorni la mia tela trappola a raccogliere i segni di tale processo e altro. Una trappola è un dispositivo messo in atto per catturare, trattenere, anche ingannare. Ma in questo caso, non ha un’accezione negativa, ed è uno dei tanti modi che uso per intravedere cenni di pittura con cui dialogare, in studio o all’aperto.
La pittura è per me un bene di prima necessità, la cerco e la abito continuamente con il corpo. Un luogo, un paesaggio, un oggetto, un essere, cambiano a seconda dello stato psicofisico in cui lo incontriamo. Anche l’incontro giornaliero con noi stessi è sempre una nuova storia, noiosa o eccitante che sia. La fatica, lo sforzo fisico e contemplativo mi connettono agli elementi naturali rinselvatichendomi, modificando costantemente la percezione del paesaggio in una sorta di estasi, trasformandomi in quel paesaggio. Allontanarmi, per quanto oggettivamente possibile, da stati di comfort fisico e culturale, mi permette di incontrare forme e mondi che non avrei mai pensato di incontrare e che tuttavia mi aspettavano. Ciò che incontriamo quasi sempre ci attende. Lo sforzo è anche ascolto consapevole di quel corpo che è la nostra unica vera casa e che, a volte, tiene a bada l’ego della mente e dell’intelletto.
“Dipingo per tornare a casa. La pittura è la mia mappa fatta di sudore, vento, freddo, sole, salite e discese, è la costruzione del sentiero”. Tornare a casa significa ritrovare costante centratura tra continue perdite di equilibrio. Non ho formule particolari, ma solo piedi che sprofondano nel fango, che calpestano le foglie, rovi che graffiano la pelle, il vento che asciuga il sudore o costringe a coprirti, la neve che scricchiola, l’acqua di una sorgente, sguardi di animali, rumori, paura, meraviglia. La pittura è sempre somma di tutto ciò, di quegli incontri che mi aspettano e mi indicano un segno e una forma da seguire, è pittura che si fa dipingendo.
Leggi “Un’opera a settimana” su ArtsLife
1 – La Conversione di San Paolo di Marcello Maloberti
2 – 1943 di Jacopo Benassi
3 – Il fazzoletto della vera icona di Luigi Presicce
4 – LA NUBE di Eleonora Roaro
5 – Succubi e Supplizi di Francesco De Grandi
6 – Com’è il cielo in Palestina? di Giovanni Gaggia
7 – GESTI PLASTICI di Francesco Impellizzeri
8 – Ruinate di Elena Bellantoni
9 – Sorelle Acqua di Rachele Frison
10 – Arma il prossimo tuo come te stesso di Mario Consiglio
11 – L’amore è nell’aria di Bianco-Valente
12 – GIOVANNA di Ivana Pia Lorusso
13 – Opera senza data, senza titolo di Maura Banfo




