20 Settembre 2026 08:23

Maya Pacifico

Tomás Saraceno / Carsten Höller

La sindrome di Peter Pan. Spettacolarizzazione del divertimento, fascino del pericolo e partecipazione attiva del pubblico. Entrare in un museo oggi può rivelarsi una vera e propria sorpresa se gli artisti chiamati a esporre sono Tomás Saraceno e Carsten Höller.

Leggi Tutto »

Jannis Kounellis/Giorgio de Chirico

Solitudine, inquietudine, malinconia. De Chirico ha dato riconoscibilità a pene e angosce dell’immaginario collettivo, dalla catastrofe della prima guerra mondiale, alle ansie più variegate, fisiche e metafisiche. Personaggi e oggetti, che non erano mai stati presi in considerazione dalla pittura prima di allora, coesistono in uno stesso contesto creando un senso di straniamento.

Leggi Tutto »

Jeff Wall/Daniel Canogar

Jeff Wall è rinomato per le fotografie di grande formato che riproducono scene di paesaggi urbani ed elaborano tutta la complessità e l’ambivalenza del 900. Negli anni ’70 usa per primo i light box (cornici retroilluminate), così da trasformare le proprie immagini, da lui stesso definite “cinematografiche”, in luminosi e potenti centri d’attenzione.

Leggi Tutto »

Rembrandt/Bacon

Una carcassa di bue sventrato emerge dal buio che la circonda all’interno di un magazzino. La scena è realistica e allo stesso tempo priva di ogni espediente narrativo. Questo è il motivo che rende “Il Bue Squartato” (1655), una delle nature morte più sorprendenti della storia dell’arte. Rembrandt osserva quello che una volta era un animale forte e vigoroso e che ora è privo di vita, trasformato in una massa di carne sanguigna.

Leggi Tutto »

Cattelan/De Dominicis

Ogni essere umano è eterno in ogni secondo della sua esistenza. L’articolo che sto scrivendo in questo momento seduta alla mia scrivania, in questa stanza affacciata sul mare, io l’ho scritto e lo scriverò per tutta l’eternità, con una tastiera nera, guardando lo schermo luminoso del computer, in circostanze del tutto simili. E questo vale per ognuno.

Leggi Tutto »

Matthew Barney/Joseph Beuys

La complessa mitologia simbolica dispiegata da Matthew Barney nei suoi cicli Cremaster e Drawing Restraint e il profondo lavoro culturale e politico di Joseph Beuys hanno più punti incomune di quello che si crede. Due mondi artistici differenti che si accomunano per una visione spirituale della realtà umana, per il destino a cui tende e la sua possibilità di realizzazione. In entrambi c’è l’esigenza di poter scrutare nel profondo attraverso i sentieri della mitologia, della teosofia, dell’esoteria e della magia. Un pensiero che si rende attraverso immagini, rappresentazioni, azioni in scena, film e video che guidano l’evento percettivo in un percorso attivo di fruizione.

Leggi Tutto »