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Una piccola Leica nella grande mela. Le fotografie di Ugo Nespolo in mostra a Trieste

Ugo Nespolo, Muri, New York, anni Ottanta, fotografia in bianco e nero, 42x60 cm, Courtesy l’artista Ugo Nespolo, Muri, New York, anni Ottanta, fotografia in bianco e nero, 42x60 cm, Courtesy l’artista
Ugo Nespolo, Muri, New York, anni Ottanta, fotografia in bianco e nero, 42x60 cm, Courtesy l’artista
Ugo Nespolo, Muri, New York, anni Ottanta, fotografia in bianco e nero, 42×60 cm, Courtesy l’artista

14 fotografie di Ugo Nespolo sono in mostra da MLZ Art Dep, a Trieste. Camera-Eye, appunti da una New York lontana racconta del periodo che l’artista visse nella grande mela. In esposizione fino al 27 aprile.

Una piccola Leica nella grande mela. Era la fine degli anni Settanta quando Ugo Nespolo attraversava a piedi New York, cercando di documentarne le molteplici espressioni con la sua macchina fotografica. Inseguiva principalmente le manifestazioni più semplici della vita, gli attimi caduchi, gli angoli più precari.

Ugo Nespolo, Vetrine, New York, anni Ottanta, fotografia in bianco e nero, 42x60 cm, Courtesy l’artista
Ugo Nespolo, Vetrine, New York, anni Ottanta, fotografia in bianco e nero, 42×60 cm, Courtesy l’artista

Oggi MLZ Art Dep riunisce quattordici opere in bianco e nero, risultato di quei vagabondaggi, in un’esposizione personale a Trieste, fino al 27 aprile: Camera-Eye, appunti da una New York lontana. Arrivano come cartoline dal passato, messaggi poetici, risultato dello sguardo unico di un artista che ha provato a trattenere ritagli di una vita che ha sfiorato.

Ugo Nespolo, Strade, New York, anni Ottanta, fotografia in bianco e nero, 42x60 cm, Courtesy l’artista
Ugo Nespolo, Strade, New York, anni Ottanta, fotografia in bianco e nero, 42×60 cm, Courtesy l’artista

Ugo Nespolo (1941, Mosso) non è solo fotografo, ma soprattutto pittore, cineasta, designer e illustratore. A New York visse nei primi anni della sua carriera, quando negli anni Sessanta il suo sguardo creativo è stato contaminato dalla Pop Art e successivamente dai futuri concettuali e poveristi. Nonostante queste suggestioni, la sua ricerca non è mai stata legata in maniera assoluta ad un filone. Tornato in Italia, ha fondato con Mario Schifano il Cinema degli Artisti, divenendo pioniere del cinema sperimentale italiano.

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