01 Ottobre 2026 00:40

Un’opera a settimana. “The Bathhouse” di Federico Solmi

Federico Solmi, The Bathhouse, 2020 Installazione video a cinque canali, colore, suono, plexiglass e pittura acrilica su cornici in legno. 9:46 minuti; 6 × 20 ft / 1,82 × 6 m
Federico Solmi, The Bathhouse, 2020. Installazione video a cinque canali, colore, suono, plexiglass e pittura acrilica su cornici in legno. 9:46 minuti; 6 × 20 ft / 1,82 × 6 m
Se chiedessimo agli artisti di scegliere un’opera della loro produzione e raccontarcela, cosa accadrebbe? Con “Un’opera a settimana” vi proponiamo un format di iconografia e iconologia incentrato sulle più interessanti espressioni del contemporaneo. Protagonista di questo ventesimo appuntamento è Federico Solmi

Una rubrica di iconografia e iconologia che mette al centro la creazione artistica contemporanea. È questo il focus di “Un’opera a settimana”, format di ArtsLife che invita gli artisti a scegliere un’opera della propria produzione, e a raccontarla ai lettori svelandone ispirazione, processo creativo, significati reconditi, aneddoti che solitamente non vengono rivelati. Una riflessione sull’arte attraverso l’arte, per un’indagine che aspira a carpire l’universale per mezzo del particolare. E, forse, a conoscere più da vicino gli artisti, spingendosi oltre l’“usuale” contesto delle mostre.

Federico Solmi
Federico Solmi

In questo appuntamento, Federico Solmi ci racconta The Bathhouse.

The Bathhouse è un’opera che unisce la mia ricerca sui mondi digitali a quella pittorica, e racchiude molti dei temi centrali del mio lavoro: la critica al potere, la falsificazione della storia e la creazione di falsi miti, il culto della celebrità e la trasformazione della politica in spettacolo.

L’opera si presenta come una monumentale videoinstallazione composta da cinque pannelli pittorici, ciascuno dei quali incorpora uno schermo da 55 pollici con un’animazione video, per una dimensione complessiva di 180×600cm. Il mio processo creativo parte sempre dal disegno e dalla pittura. Ogni immagine trasmessa sugli schermi nasce da un processo manuale: superfici, volti, costumi e ambienti vengono dipinti a mano su carta, scansionati e successivamente mappati su modelli 3D, per essere infine trasferiti in uno spazio digitale attraverso software e motori grafici come Unity. I personaggi vengono animati attraverso il motion capture, che interpreto personalmente o affido ad attori.

L’ironia e il grottesco sono per me strumenti fondamentali. Leader storici come George Washington, Alessandro Magno e Giulio Cesare convivono con personaggi contemporanei. In The Bathhouse si ritrovano in una sontuosa villa ispirata all’antica Roma per partecipare a un gala dedicato alla propria autocelebrazione: uno spettacolo di narcisismo e vanità, una grande commedia umana in cui realtà e finzione finiscono per confondersi.

Avvolti in un’atmosfera glamour, i protagonisti si muovono spavaldi come icone pop, ostentando ricchezza e potere. Ogni istante è orchestrato e documentato da telecamere onnipresenti, come se quelle immagini fossero già destinate a diventare parte della storia. Quando l’orchestra comincia a suonare, lo scenario si trasforma in un teatro di ebbrezza e dismisura. I protagonisti abbandonano progressivamente il proprio ruolo e tornano bambini: danzano, giocano nell’acqua e inscenano giochi di guerra, mentre la festa si sviluppa in un crescendo sempre più assurdo e spettacolare.

Mi interessava creare un luogo surreale ma allo stesso tempo familiare, un palcoscenico dove epoche e personaggi lontani nel tempo possono convivere e diventare parte dello stesso spettacolo. Dietro l’ironia e l’euforia della festa emerge però qualcosa di inquietante, in bilico tra comicità e tragedia.

Leggi “Un’opera a settimana” su ArtsLife

1 – La Conversione di San Paolo di Marcello Maloberti
2 – 1943 di Jacopo Benassi
3 – Il fazzoletto della vera icona di Luigi Presicce
4 – LA NUBE di Eleonora Roaro
5 – Succubi e Supplizi di Francesco De Grandi
6 – Com’è il cielo in Palestina? di Giovanni Gaggia
7 – GESTI PLASTICI di Francesco Impellizzeri
8 – Ruinate di Elena Bellantoni
9 – Sorelle Acqua di Rachele Frison
10 – Arma il prossimo tuo come te stesso di Mario Consiglio
11 – L’amore è nell’aria di Bianco-Valente
12 – GIOVANNA di Ivana Pia Lorusso
13 – Opera senza data, senza titolo di Maura Banfo
14 – Trappola Calanco del Rio Tradito di Angelo Bellobono
15 – I just want to know who I am di Virginia Zanetti
16 – Resto dei MASBEDO
17 – Angela Paolini di Chiara Calore
18 – Manifestazione di Gian Maria Tosatti
19 – Come sta la luna? di Serena Fineschi