04 Ottobre 2026 21:41

La svolta. La buona occasione di Irina Zucca Alessandrelli nel mondo dell’arte

Irina Zucca Alessandrelli. Ph. Carola Ducoli
Irina Zucca Alessandrelli. Ph. Carola Ducoli
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo ventunesimo appuntamento ci risponde Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della Collezione Ramo e della Milano Drawing Week

Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?

Ci risponde Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della Collezione Ramo e della Milano Drawing Week.

La svolta della mia vita lavorativa è legata agli Stati Uniti. Parlerei di due svolte: una legata al mio percorso di studi e un’altra alla professione di curatrice. Nel mio percorso di studi, ho vinto la borsa di studio Fulbright, una prestigiosa borsa del governo americano con cui ho potuto sostenere il Master in Curatorial Studies alla Columbia University di New York. Il master aveva come insegnanti i curatori dei musei d’arte contemporanea di New York.

Giusto per dare un’idea dell’importanza della Fulbright negli Stati Uniti, posso dirvi che durante la prima lezione con l’allora direttore del MoMA, Glenn Lowry, lui entra e chiede: “Scusate, ho visto che c’è uno studente Fulbright nella mia classe, posso toccarlo? Non ne ho mai conosciuto uno dal vivo”. E mi ha stretto la mano guardandomi negli occhi. Il master a New York è stato, naturalmente, la più sconvolgente esperienza nell’arte contemporanea che si potesse fare da insider a New York all’epoca.

Come curatrice della Collezione Ramo di disegno italiano del XX e XXI secolo, essere stata invitata presso la Menil Collection di Houston per curare una mostra al Menil Drawing Institute sul disegno italiano è stata la più grande soddisfazione che potessi mai sperare. Dopo tanti anni di lavoro per creare la Collezione Ramo, vedere che la più grande collezione americana d’arte, la Menil Collection, chiedesse di esporre i disegni italiani nel proprio museo dedicato al disegno è stata una grandissima soddisfazione.

Leggi “La svolta” su ArtsLife

1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti
8 – Sarah Cosulich
9 – Alberto Dambruoso
10 – Fabio Sargentini
11 – Raffaella Cortese
12 – Nicola Ricciardi
13 – Paola Manfredi
14 – Maria Cristina Didero
15 – Paola Capata
16 – Roberto Gramiccia
17 – Sergio Risaliti
18 – Andrea Bruciati
19 – Francesco Arena
20 – Ilaria Bonacossa