
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo ventitreesimo appuntamento ci risponde Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?
Ci risponde Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna.
Guardando indietro, mi accorgo che la mia carriera è stata segnata da una serie di sliding doors: la scelta di studiare storia dell’arte a Venezia, lasciando casa senza troppe certezze; l’abbandono del lavoro da aiuto cuoco per diventare mediatore culturale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; e poi, anni dopo, la decisione di cambiare natura al MAMbo, trasformandolo da museo a spazio vivo di lavoro per gli artisti, come è accaduto con il progetto del Nuovo Forno del Pane.
Ma se penso a una vera svolta, direi che è arrivata nel 2016. Avevo 34 anni, due gemelle appena nate e un lavoro che amavo — curatore alla Sandretto — ma che cominciava per qualche motivo a starmi stretto. Sentivo di dover cambiare orizzonte, di rischiare qualcosa pur di crescere. È stata una piccola crisi, ma anche una scintilla: ho aggiornato il mio curriculum (forse con un pizzico di ottimismo di troppo) e l’ho mandato a vari bandi per direzioni museali. Molti non hanno risposto, ma poi un’amica bolognese mi segnalò quello per il MAMbo. Non pensavo fosse alla mia portata, ma l’ho inviato comunque.
Pochi mesi dopo ero a Bologna, con la mia famiglia che mi aveva seguito, e lì è iniziata una nuova vita. Da allora, ogni volta che il museo riesce a farsi luogo di incontro, di scambio, di creazione, sento che quella scelta — nata da un’inquietudine — è stata davvero la mia svolta.
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1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti
8 – Sarah Cosulich
9 – Alberto Dambruoso
10 – Fabio Sargentini
11 – Raffaella Cortese
12 – Nicola Ricciardi
13 – Paola Manfredi
14 – Maria Cristina Didero
15 – Paola Capata
16 – Roberto Gramiccia
17 – Sergio Risaliti
18 – Andrea Bruciati
19 – Francesco Arena
20 – Ilaria Bonacossa
21 – Irina Zucca Alessandrelli
22 – Lorenza Baroncelli




