Se chiedessimo agli artisti di scegliere un’opera della loro produzione e raccontarcela, cosa accadrebbe? Con “Un’opera a settimana” vi proponiamo un format di iconografia e iconologia incentrato sulle più interessanti espressioni del contemporaneo. Protagonista di questo venticinquesimo appuntamento è Michele Spanghero
Una rubrica di iconografia e iconologia che mette al centro la creazione artistica contemporanea. È questo il focus di “Un’opera a settimana”, format di ArtsLife che invita gli artisti a scegliere un’opera della propria produzione, e a raccontarla ai lettori svelandone ispirazione, processo creativo, significati reconditi, aneddoti che solitamente non vengono rivelati. Una riflessione sull’arte attraverso l’arte, per un’indagine che aspira a carpire l’universale per mezzo del particolare. E, forse, a conoscere più da vicino gli artisti, spingendosi oltre l’“usuale” contesto delle mostre.

In questo appuntamento, Michele Spanghero ci racconta Echea.
Ho scelto di parlare di Echea, la scultura sonora nata all’interno del progetto a lungo termine Monologues. Il teatro è stato fondamentale nella mia formazione: è lì che ho sviluppato l’interesse per la musica e la letteratura, assorbendo il sincretismo tra forme espressive.
Desideravo da sempre dedicare un lavoro all’architettura teatrale, luogo della collettività e specchio della società, ma ho atteso lungamente prima che l’idea trovasse una sintesi coerente. Il punto di svolta è arrivato quando ho progettato le sculture Echea, dando vita nel 2014 al progetto Monologues per la mostra personale alla Galerie Mazzoli di Berlino. Il percorso è poi proseguito alla Chicago Architecture Biennial (2017) con il supporto di Zuecca Project Space, e ho intenzione di portarlo avanti nel tempo.
Il progetto nasce dal desiderio di scovare e ascoltare la “voce silenziosa” dei teatri vuoti, oggi purtroppo privati del loro ruolo centrale nella società. Per questo ho voluto iniziare dalle origini: il Teatro all’Antica di Sabbioneta, primo edificio teatrale dell’età moderna, e il Teatro Farnese. Ho avuto l’onore di trascorrere in solitudine del tempo sui palchi di templi della musica come La Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli e il Teatro Regio di Parma.
È difficile raccontare l’emozione provata ogni volta nel guardare la sala vuota. Un breve istante d’esitazione prima di mettermi al lavoro, collocando microfoni al centro della platea per registrare la risonanza dell’edificio deserto. In questo modo, il silenzio diventa un suono con un timbro ben definito. In un paradossale ribaltamento dei ruoli, sul palcoscenico mi trasformo in uno spettatore che ascolta il monologo del teatro.
Custode di queste esperienze è la serie di sculture Echea. Il nome omaggia i vasi risonatori che, secondo Vitruvio, venivano posti negli anfiteatri antichi per amplificare la voce; le mie sculture agiscono in modo inverso, restituendo la risonanza del vuoto. Ho scelto quest’opera perché racchiude la mia doppia anima di musicista e artista visivo, rappresentando le mie passioni e la mia ricerca. È forse un autoritratto. E certamente una riflessione sulla persistenza: il silenzio assoluto non esiste, è carico di storie pronte a vibrare. La scultura si fa dispositivo di memoria per l’invisibile, trasformando lo spettatore in un ascoltatore profondo.
Echea richiede l’intimità di accostare l’orecchio e, come con una conchiglia marina, il guscio geometrico svela il suono di uno spazio lontano.
Leggi “Un’opera a settimana” su ArtsLife
1 – La Conversione di San Paolo di Marcello Maloberti
2 – 1943 di Jacopo Benassi
3 – Il fazzoletto della vera icona di Luigi Presicce
4 – LA NUBE di Eleonora Roaro
5 – Succubi e Supplizi di Francesco De Grandi
6 – Com’è il cielo in Palestina? di Giovanni Gaggia
7 – GESTI PLASTICI di Francesco Impellizzeri
8 – Ruinate di Elena Bellantoni
9 – Sorelle Acqua di Rachele Frison
10 – Arma il prossimo tuo come te stesso di Mario Consiglio
11 – L’amore è nell’aria di Bianco-Valente
12 – GIOVANNA di Ivana Pia Lorusso
13 – Opera senza data, senza titolo di Maura Banfo
14 – Trappola Calanco del Rio Tradito di Angelo Bellobono
15 – I just want to know who I am di Virginia Zanetti
16 – Resto dei MASBEDO
17 – Angela Paolini di Chiara Calore
18 – Manifestazione di Gian Maria Tosatti
19 – Come sta la luna? di Serena Fineschi
20 – The Bathhouse di Federico Solmi
21 – CRASH di Loredana Longo
22 – Ritratto in arancione di Alfonso Leto
23 – ES di Federica Poletti
24 – Frammenti di Coscienza #8 di Mikayel Ohanjanyan





