20 Ottobre 2026 00:17

Un’opera a settimana. “RESISTENZA DI UN’IDEA #01” di Vincenzo Schillaci

Vincenzo Schillaci RESISTENZA DI UN’IDEA #01 2025 calce, gesso, pasta di quarzo, polvere di marmo, inchiostri, pigmenti, pittura spray, finitura marmorea su tavola, inserto di tela galvanizzata in rame 105 x 125 cm. Courtesy L’artista e Galerie Rolando Anselmi, Roma Photo by Sebastiano Luciano
Vincenzo Schillaci, RESISTENZA DI UN’IDEA #01, 2025. Calce, gesso, pasta di quarzo, polvere di marmo, inchiostri, pigmenti, pittura spray, finitura marmorea su tavola, inserto di tela galvanizzata in rame 105 x 125 cm. Courtesy L’artista e Galerie Rolando Anselmi, Roma. Photo by Sebastiano Luciano
Se chiedessimo agli artisti di scegliere un’opera della loro produzione e raccontarcela, cosa accadrebbe? Con “Un’opera a settimana” vi proponiamo un format di iconografia e iconologia incentrato sulle più interessanti espressioni del contemporaneo. Protagonista di questo ventiseiesimo appuntamento è Vincenzo Schillaci

Una rubrica di iconografia e iconologia che mette al centro la creazione artistica contemporanea. È questo il focus di “Un’opera a settimana”, format di ArtsLife che invita gli artisti a scegliere un’opera della propria produzione, e a raccontarla ai lettori svelandone ispirazione, processo creativo, significati reconditi, aneddoti che solitamente non vengono rivelati. Una riflessione sull’arte attraverso l’arte, per un’indagine che aspira a carpire l’universale per mezzo del particolare. E, forse, a conoscere più da vicino gli artisti, spingendosi oltre l’“usuale” contesto delle mostre.

Vincenzo Schillaci.Ph. Manfredi Gioacchini
Vincenzo Schillaci.
Ph. Manfredi Gioacchini

In questo appuntamento, Vincenzo Schillaci ci racconta RESISTENZA DI UN’IDEA #01.

L’opera RESISTENZA DI UN’IDEA #01 (2025) appartiene a un ciclo avviato nello stesso anno, che si articola in due serie dizigote: RESISTENZA DI UN’IDEA e RESISTENZA AD UN’IDEA. Prendendo in esame il termine “resistenza”, ho iniziato a interrogarmi sul potere delle idee e sulle modalità con cui interagiscono con la realtà e la percezione. Entrambe le serie, per non dilungarmi, si concentrano sullo stato latente in cui un dipinto esiste come potenzialità.

L’opera in questione presenta un intarsio di tela trattata con rame elettrodepositato. La tela inizialmente è volutamente rimasta bianca, preparata e trattata con imprimitura; predisposta alla pittura. Dopo mesi appesa in studio, nessun pensiero si è materializzato visivamente. Il processo galvanico ha poi trasformato la tela in una superficie metallica, fissando irreversibilmente il suo stato di “immagine trattenuta”.

Vincenzo SchillaciRESISTENZA DI UN’IDEA #01 (dettaglio) 2025 calce, gesso, pasta di quarzo, polvere di marmo, inchiostri, pigmenti, pittura spray, finitura marmorea su tavola, inserto di tela galvanizzata in rame 105 x 125 cm. Courtesy L’artista e Galerie Rolando Anselmi, Roma Photo by Sebastiano Luciano
Vincenzo Schillaci, RESISTENZA DI UN’IDEA #01 (dettaglio), 2025. Calce, gesso, pasta di quarzo, polvere di marmo, inchiostri, pigmenti, pittura spray, finitura marmorea su tavola, inserto di tela galvanizzata in rame 105 x 125 cm. Courtesy L’artista e Galerie Rolando Anselmi, Roma. Photo by Sebastiano Luciano

La resistenza è diventata così persistenza di un pensiero, capacità di un’idea di sopravvivere alle pressioni che vorrebbero mutarla o deformarla. Il dipinto che si compone attorno all’intarsio è costruito secondo una mia pratica consueta, per accumuli, e potrei definirlo una conseguenza, esattamente come un paesaggio formatosi attorno al centro di un’esplosione.

Mi sono sempre interrogato sulla possibilità che l’atto stesso del dipingere possa essere rinviato, sospeso o persino escluso, senza che la pittura perdesse il proprio statuto ontologico. Forse proprio per questo motivo ho scelto di presentare quest’opera, in cui il pensiero che l’ha “generata” può essere inteso come atto affettivo e percettivo, capace di mobilitare sensazioni, ritmi e concetti. Il dipinto esisterebbe dunque prima di incontrarsi con qualsiasi superficie, non come immagine, ma come intensità mentale.

Possiamo dire che la materializzazione porta con sé inevitabilmente una perdita. L’idea, confrontandosi con la materia, è come se si separasse dal contesto che l’ha generata e come un organismo in formazione, è costretta a separarsi dal contesto che la nutriva, e a esporsi a un ambiente nel quale non è che un’ombra. Mi chiedo allora se l’atto del dipingere eserciti una forma di dominio sull’idea, compromettendone l’integrità, oppure se la sua resistenza risieda nella capacità di mantenere una propria autonomia. In questo senso, quest’opera non è da intendersi come un’immagine compiuta, ma come un dispositivo che conserva la propria nascita e il proprio divenire, rendendo percepibile la complessità dei processi che lo hanno generato.

Leggi “Un’opera a settimana” su ArtsLife

1 – La Conversione di San Paolo di Marcello Maloberti
2 – 1943 di Jacopo Benassi
3 – Il fazzoletto della vera icona di Luigi Presicce
4 – LA NUBE di Eleonora Roaro
5 – Succubi e Supplizi di Francesco De Grandi
6 – Com’è il cielo in Palestina? di Giovanni Gaggia
7 – GESTI PLASTICI di Francesco Impellizzeri
8 – Ruinate di Elena Bellantoni
9 – Sorelle Acqua di Rachele Frison
10 – Arma il prossimo tuo come te stesso di Mario Consiglio
11 – L’amore è nell’aria di Bianco-Valente
12 – GIOVANNA di Ivana Pia Lorusso
13 – Opera senza data, senza titolo di Maura Banfo
14 – Trappola Calanco del Rio Tradito di Angelo Bellobono
15 – I just want to know who I am di Virginia Zanetti
16 – Resto dei MASBEDO
17 – Angela Paolini di Chiara Calore
18 – Manifestazione di Gian Maria Tosatti
19 – Come sta la luna? di Serena Fineschi
20 – The Bathhouse di Federico Solmi
21 – CRASH di Loredana Longo
22 – Ritratto in arancione di Alfonso Leto
23 – ES di Federica Poletti
24 – Frammenti di Coscienza #8 di Mikayel Ohanjanyan
25 – Echea di Michele Spanghero