
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo trentesimo appuntamento ci risponde Giorgio Galotti, curatore, gallerista e fondatore di Hypermaremma
Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?
Ci risponde Giorgio Galotti, curatore, gallerista e fondatore di Hypermaremma.
Il mio trasferimento a Torino nel 2013 ha segnato sicuramente un passaggio importante per il mio percorso.
Ricordo nitidamente il mio viaggio notturno in auto, con una coltre di nebbia che sembrava essere una chiara metafora di quel periodo. Torino, nonostante il momento complesso che stava vivendo dopo gli anni rivoluzionari dell’Arte Povera e la successiva scommessa vinta di Artissima, è stata una città che mi ha concesso di rischiare e aprire la mente su una ricerca più sintetica e rigorosa, portandomi a ragionare come un professionista che del suo ruolo avrebbe dovuto vivere, ben oltre il trasporto passionale.
Alla mia formazione torinese devo diversi passaggi successivi che mi hanno condotto fino a dove sono oggi. L’aver avviato un programma nomade a fine 2020, liberandomi dello spazio fisico e del ruolo commerciale, che soffrivo, per dedicarmi all’aspetto curatoriale, avviando collaborazioni aperte con gallerie, sponsor privati o partner istituzionali. Aver potuto immaginare il progetto di fiera indipendente DAMA, realizzato con il supporto delle maggiori istituzioni della città, che mi ha concesso di stabilire rapporti con professionisti, artisti e curatori con cui ancora oggi collaboro.
E infine la nascita del programma di Hypermaremma, frutto della necessità di esportare quanto appreso in quegli anni, che mi ha offerto l’opportunità unica di lavorare con artisti che stimo allo sviluppo di grandi produzioni.
Oggi vivo a Milano ma la mia attività deve molto a tutto quello che è accaduto in quel periodo.
Leggi “La svolta” su ArtsLife
1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti
8 – Sarah Cosulich
9 – Alberto Dambruoso
10 – Fabio Sargentini
11 – Raffaella Cortese
12 – Nicola Ricciardi
13 – Paola Manfredi
14 – Maria Cristina Didero
15 – Paola Capata
16 – Roberto Gramiccia
17 – Sergio Risaliti
18 – Andrea Bruciati
19 – Francesco Arena
20 – Ilaria Bonacossa
21 – Irina Zucca Alessandrelli
22 – Lorenza Baroncelli
23 – Lorenzo Balbi
24 – Clementina Rizzi
25 – Ludovico Pratesi
26 – Umberto Croppi
27 – Lorenzo Bruni
28 – Daniele Capra
29 – Paola Ugolini




