04 Ottobre 2026 20:37

La svolta. La buona occasione di Antonio Marras nel mondo dell’arte

Antonio Marras. Foto di Lorenzo Palmieri
Antonio Marras. Foto di Lorenzo Palmieri
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo trentunesimo appuntamento ci risponde lo stilista, artista e designer Antonio Marras

Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?

Ci risponde lo stilista, artista e designer Antonio Marras.

Non c’è stato un solo inizio, ma una trama di destini che si sono annodati per non lasciarsi più.

La mia vera svolta è quella di un viaggio bellissimo in quattro tappe: è partito da Patrizia e da me a metà anni Ottanta, quando la passione ci ha spinti a fondare la nostra prima linea, trasformando il nostro amore in una visione sartoriale e in un progetto di vita condiviso.

Poi è arrivato l’incontro magico con Maria Lai, la nostra fata caprina, che nel 2003 mi ha liberato dalle gabbie della moda pura, insegnandomi a tessere fili, parole e silenzi e a guardare la nostra Sardegna come un orizzonte universale.

Il mondo intero si è accorto di me quando LVMH mi ha chiamato alla direzione creativa di Kenzo, un’avventura straordinaria durata dal 2003 al 2011 che ha fuso lo spirito nomade giapponese con la nostra anima poetica.

Infine, il riconoscimento nel mondo dell’arte nel 2016 con la grande mostra alla Triennale di Milano, Nulla dies sine linea, dove ho potuto riversare tutto il mio mondo. Non solo moda ma un universo capace di fondere disegno, pittura, installazioni e vita in un’unica grande poesia che fa da collante.

Oggi quel viaggio prosegue: desidero continuare a dare forma a un’arte sempre più libera, in perenne equilibrio tra celebrazione del tempo passato e presente creativo, dove poter creare, disegnare, modellare, dipingere, inventare, realizzare, plasmare, dialogare senza confini. Questa è la direzione che continuo a seguire: coltivare l’armonia, la capacità di dosare senza risparmiarsi, di fare senza stra-fare, di rimanere in equilibrio senza scivolare nel mare delle banalità, del già visto, del brutto, del dissonante, rimanendo in ascolto. È una ricerca continua di leggerezza, di rarefazione, di istinto, di proporzione: una ricerca che sento ancora tutta da esplorare.

Leggi “La svolta” su ArtsLife

1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti
8 – Sarah Cosulich
9 – Alberto Dambruoso
10 – Fabio Sargentini
11 – Raffaella Cortese
12 – Nicola Ricciardi
13 – Paola Manfredi
14 – Maria Cristina Didero
15 – Paola Capata
16 – Roberto Gramiccia
17 – Sergio Risaliti
18 – Andrea Bruciati
19 – Francesco Arena
20 – Ilaria Bonacossa
21 – Irina Zucca Alessandrelli
22 – Lorenza Baroncelli
23 – Lorenzo Balbi
24 – Clementina Rizzi
25 – Ludovico Pratesi
26 – Umberto Croppi
27 – Lorenzo Bruni
28 – Daniele Capra
29 – Paola Ugolini
30 – Giorgio Galotti