
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo trentaduesimo appuntamento ci risponde lo storico e critico d’arte Lorenzo Canova
Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?
Ci risponde lo storico e critico d’arte Lorenzo Canova.
La svolta della mia carriera coincide con un incontro, quello con Maurizio Calvesi, e con un’esperienza precisa, la mostra Novecento. Arte e storia in Italia, che si tenne tra la fine del 2000 e la metà del 2001 alle Scuderie del Quirinale e ai Mercati di Traiano, a Roma.
Mi ero laureato con Calvesi qualche anno prima, con una tesi sugli affreschi di Castel Sant’Angelo, un lavoro di storia dell’arte moderna che nulla aveva a che fare, almeno in apparenza, con il mio interesse crescente per l’arte contemporanea. Fu proprio la scoperta di questa seconda inclinazione a spingere Calvesi a chiamarmi come suo curatore assistente per quella mostra. Non lo dimenticherò mai: fu un atto di fiducia che mi cambiò la vita, prima ancora della carriera.
Lavorare al fianco di Calvesi significò misurarmi con uno dei più grandi storici dell’arte del Novecento italiano, un curatore di rara intelligenza critica, che applicava all’arte del XX secolo lo stesso rigore filologico riservato ai secoli più antichi. La mostra affrontava i maggiori protagonisti dell’arte italiana del Novecento, con una complessità organizzativa pari alla sua ambizione: un allestimento su due sedi storiche della città e un lavoro, durato quasi due anni, di reperimento delle opere tra collezioni pubbliche e private, prestiti internazionali, verifiche conservative, assicurazioni, trasporti.
La mostra suscitò ovviamente anche delle polemiche, ma ebbe un grande successo di pubblico e di critica e si rivelò fondamentale per un rilancio dell’arte italiana del Novecento, in un momento in cui non esistevano ancora molte istituzioni dedicate al contemporaneo nate negli anni successivi.
Ebbi, peraltro, la fortuna di collaborare con molte persone di grande valore. In particolare curai il catalogo insieme a Federica Pirani, una studiosa di altissima qualità scientifica. Fu una scuola totale, che mi insegnò come curare una mostra richieda non solo esercizio critico, ma anche capacità organizzativa e senso di responsabilità verso le opere e verso chi le ha create.
Da quell’esperienza ho portato con me un metodo che non mi ha più abbandonato: l’idea che la ricerca sull’arte contemporanea debba fondarsi sullo stesso rigore filologico e sulla stessa disciplina documentaria che uno storico dell’arte applica a qualsiasi epoca, senza sconti dovuti alla vicinanza cronologica agli artisti studiati. Devo a Calvesi questa lezione di metodo, e continuo a portarla con me ogni volta che affronto un progetto sul Novecento o sull’arte di oggi.
Leggi “La svolta” su ArtsLife
1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti
8 – Sarah Cosulich
9 – Alberto Dambruoso
10 – Fabio Sargentini
11 – Raffaella Cortese
12 – Nicola Ricciardi
13 – Paola Manfredi
14 – Maria Cristina Didero
15 – Paola Capata
16 – Roberto Gramiccia
17 – Sergio Risaliti
18 – Andrea Bruciati
19 – Francesco Arena
20 – Ilaria Bonacossa
21 – Irina Zucca Alessandrelli
22 – Lorenza Baroncelli
23 – Lorenzo Balbi
24 – Clementina Rizzi
25 – Ludovico Pratesi
26 – Umberto Croppi
27 – Lorenzo Bruni
28 – Daniele Capra
29 – Paola Ugolini
30 – Giorgio Galotti
31 – Antonio Marras




