
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo trentatreesimo appuntamento ci risponde Massimiliano Zane, progettista culturale e consulente in Economia della Cultura
Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?
Ci risponde Massimiliano Zane, progettista culturale e consulente in Economia della Cultura.
La svolta nella mia carriera non è coincisa con un singolo incarico prestigioso o con un riconoscimento formale, ma con un cambio di prospettiva molto preciso: il momento in cui ho capito che il patrimonio culturale non poteva più essere pensato soltanto come qualcosa da conservare, ma come un sistema vivo da attivare, connettere e rendere generativo attraverso progettazione, innovazione e relazioni.
Per anni ho lavorato tra arte e musei come art advisor, poi per la valorizzazione e la produzione territoriale e culturale, muovendomi in contesti diversi tra loro. Ma la vera svolta è arrivata attorno al 2014/2015, quando ho iniziato a confrontarmi in modo diretto con i processi di innovazione digitale applicati alla cultura. In quel periodo, mi trovai a lavorare fianco a fianco con professionalità molto diverse — aziende, sviluppatori, designer, economisti, curatori, istituzioni pubbliche — comprendendo che il mio ruolo non era semplicemente “stare nel mondo dell’arte”, ma costruire una idea di connessioni differenti tra mondi differenti. È stato lì che ho iniziato a definirmi realmente un progettista culturale.
Parallelamente, il contesto accademico e istituzionale ha avuto un ruolo decisivo nella mia crescita. Le collaborazioni con università, enti pubblici e organismi europei, mi hanno permesso di sviluppare competenze tecnico-amministrative, progettuali e strategiche che si sono rivelate fondamentali. Così, prima che diventasse di “moda”, l’economia della cultura è diventata l’elemento nodale della mia carriera, applicata come strumento operativo per la valorizzazione del patrimonio e delle istituzioni di ogni ordine e grado che ogni giorno contribuiscono alla sua accessibilità (nel senso più ampio possibile). Una economia di sistema, quindi, non solo come economia di progetto. È stato un vero salto di qualità professionale che mi ha portato a operare all’interno dei meccanismi di funzionamento delle politiche culturali, dei processi di governance e delle dinamiche legate alla gestione dei fondi pubblici e alla progettazione complessa. Era il 2018/2019. Quel percorso mi ha portato, nel 2020, a collaborare con il Ministero della Cultura, esperienza che considero uno spartiacque importante del mio cammino professionale. Lì ho avuto la conferma che la cultura non è un settore isolato, ma una piattaforma strategica capace di dialogare con innovazione, sviluppo territoriale, tecnologia e coesione sociale. Ed è probabilmente questa visione che continua a guidare il mio lavoro.
Leggi “La svolta” su ArtsLife
1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti
8 – Sarah Cosulich
9 – Alberto Dambruoso
10 – Fabio Sargentini
11 – Raffaella Cortese
12 – Nicola Ricciardi
13 – Paola Manfredi
14 – Maria Cristina Didero
15 – Paola Capata
16 – Roberto Gramiccia
17 – Sergio Risaliti
18 – Andrea Bruciati
19 – Francesco Arena
20 – Ilaria Bonacossa
21 – Irina Zucca Alessandrelli
22 – Lorenza Baroncelli
23 – Lorenzo Balbi
24 – Clementina Rizzi
25 – Ludovico Pratesi
26 – Umberto Croppi
27 – Lorenzo Bruni
28 – Daniele Capra
29 – Paola Ugolini
30 – Giorgio Galotti
31 – Antonio Marras
32 – Lorenzo Canova




