04 Ottobre 2026 19:56

La svolta. La buona occasione di Andrea Cusumano nel mondo dell’arte

Andrea Cusumano. Photo Karolina U. Urbaniak
Andrea Cusumano. Photo Karolina U. Urbaniak
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo trentasettesimo appuntamento ci risponde Andrea Cusumano, artista, drammaturgo e direttore artistico di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026

Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?

Ci risponde Andrea Cusumano, artista, drammaturgo e direttore artistico di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026.

Ci sono stati diversi momenti significativi. Non parlerò di cose recenti perché mi piace immaginarle come momenti capaci di ulteriori evoluzioni. Guardando più indietro nel tempo, certamente l’incontro con galleristi e collezionisti come Carlo Cattelani, un ex macellaio modenese con una intelligenza e una sensibilità geniale e fuori dal comune che s’innamorò del mio lavoro quando ero giovanissimo. Venne a trovarmi a Palermo con sua moglie Afra, sempre presente. Rimase ammaliato da Palermo, da Antonello e dal mio lavoro. Tornò a Modena e mi mandò delle latte di colore e diversi telai appartenuti a Gino De Dominicis. Era il suo modo per chiedermi di preparare una mostra, che infatti facemmo nel 1998 nella galleria dei figli Tiberio e Fabio.

E certamente Teresa Hohenlohe che era la mia galleria di riferimento a Vienna negli anni 2000. Nella Bäckerstrasse realizzai una grande installazione che oggi è parte della collezione permanente del MAK. Lì conobbi altri artisti come Franz West, Martha Jungwirth e Dominik Steiger.

Estremamente importante è stato vincere la cattedra in due delle più prestigiose istituzioni del Regno Unito, il Central Saint Martins e poi il Goldsmiths college dove ho insegnato sino al 2017. Il riconoscimento dell’Italian Council nel 2022 è stato un momento particolarmente impattante; tra il 2014 ed il 2019 avevo fatto l’assessore alla Cultura a Palermo, erano gli anni di MANIFESTA, e l’enorme impegno mi aveva completamente distolto dalla mia personale ricerca artistica. Grazie al contributo ministeriale realizzai una grande retrospettiva al nitsch museum in Austria, un momento che ha riattivato la mia carriera dandole ampio slancio.

Comunque il momento più importante che ha profondamente inciso sulla mia formazione, sulla mia estetica e sulla mia carriera è stato l’incontro con Hermann Nitsch. Studiai con lui pittura a Salisburgo nel 1992, nella classe che era stata di Emilio Vedova. Fu un momento dirompente per il giovane pittore palermitano che ero, aprì i miei orizzonti trasformandomi in un artista europeo nel senso più ampio, abbracciando le sperimentazioni mitteleuropee e il linguaggio mediterraneo. Pensavo di non incontrarlo più, invece dopo un anno arrivò una telefonata di sua moglie Rita: “Nitsch vorrebbe venire a Palermo per vedere come si è sviluppato il tuo percorso”. Vennero entrambi una settimana, e il nostro sodalizio non si spense più sino alla sua scomparsa nel 2022. Oggi dirigo ancora le sue sinfonie e il suo mondo è diventato un po’ anche il mio.

Leggi “La svolta” su ArtsLife

1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti
8 – Sarah Cosulich
9 – Alberto Dambruoso
10 – Fabio Sargentini
11 – Raffaella Cortese
12 – Nicola Ricciardi
13 – Paola Manfredi
14 – Maria Cristina Didero
15 – Paola Capata
16 – Roberto Gramiccia
17 – Sergio Risaliti
18 – Andrea Bruciati
19 – Francesco Arena
20 – Ilaria Bonacossa
21 – Irina Zucca Alessandrelli
22 – Lorenza Baroncelli
23 – Lorenzo Balbi
24 – Clementina Rizzi
25 – Ludovico Pratesi
26 – Umberto Croppi
27 – Lorenzo Bruni
28 – Daniele Capra
29 – Paola Ugolini
30 – Giorgio Galotti
31 – Antonio Marras
32 – Lorenzo Canova
33 – Massimiliano Zane
34 – Maria Bonmassar
35 – Valentino Nizzo
36 – Marcello Smarrelli