16 Settembre 2026 10:11

La svolta. La buona occasione di Silvio Salvo nel mondo dell’arte

Silvio Salvo
Silvio Salvo
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo trentottesimo appuntamento ci risponde Silvio Salvo, Senior Press Officer e Social Media Manager della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?

Ci risponde Silvio Salvo, Senior Press Officer e Social Media Manager della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Se devo indicare il momento in cui qualcosa è davvero cambiato, lo riconduco a un pupazzetto di Yoda.

Parecchi anni fa decisi di pubblicare sui social della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo una sua fotografia mentre osservava un’opera in mostra. Era un esperimento, quasi un gioco. Volevo capire se fosse possibile raccontare l’arte contemporanea con un linguaggio diverso da quello a cui il mondo culturale era abituato. La risposta arrivò immediatamente: il post ebbe un successo enorme e, soprattutto, generò conversazioni. Le persone commentavano, condividevano, aspettavano la “prossima apparizione” di Yoda.

In quel momento ho capito che la comunicazione culturale poteva permettersi di essere pop senza perdere autorevolezza. Per troppo tempo abbiamo pensato che, per essere credibili, bisognasse essere istituzionali. Io ho scoperto il contrario: si può essere rigorosi nei contenuti e leggeri nel modo di raccontarli. Anzi, spesso è proprio un linguaggio più accessibile a convincere chi non metterebbe mai piede in un museo o in una fondazione a farlo.

Da quel primo post, Yoda è diventato un personaggio ricorrente nello storytelling della Fondazione. Con il tempo si è trasformato nel nostro social media manager ad honorem, fino ad aprire persino un proprio profilo Instagram. È diventato un modo per osservare le mostre da una prospettiva diversa, ironica e ovviamente sgrammaticata. Perché lui un “maestro Jedi è”.

Quell’esperimento ha cambiato anche il mio modo di intendere i social. Ho iniziato a costruire una comunicazione che mescola informazione, caos, intrattenimento: quello che oggi definisco infochaostainment. Un linguaggio capace di alternare un meme a un contenuto artistico, senza mai perdere di vista l’obiettivo principale: avvicinare sempre più persone all’arte contemporanea.

Oggi può sembrare normale vedere un museo dialogare con l’immaginario pop. Noi siamo stati i primi. Abbiamo contribuito a dimostrare che un’istituzione culturale poteva essere autorevole senza essere ingessata. Naturalmente non tutti apprezzano questo approccio. C’è chi preferisce una comunicazione più tradizionale e chi considera il linguaggio pop incompatibile con quello museale. Fa parte del gioco. Del resto, parafrasando Humphrey Bogart: “È la comunicazione, bellezza!”.

I riconoscimenti arrivati negli anni successivi dalla stampa di settore, li considero una conseguenza di quella intuizione, non la sua origine. La vera svolta è stata capire che anche un maestro Jedi poteva aiutare un museo a essere percepito come un luogo vivo. E ovviamente niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

Leggi “La svolta” su ArtsLife

1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti
8 – Sarah Cosulich
9 – Alberto Dambruoso
10 – Fabio Sargentini
11 – Raffaella Cortese
12 – Nicola Ricciardi
13 – Paola Manfredi
14 – Maria Cristina Didero
15 – Paola Capata
16 – Roberto Gramiccia
17 – Sergio Risaliti
18 – Andrea Bruciati
19 – Francesco Arena
20 – Ilaria Bonacossa
21 – Irina Zucca Alessandrelli
22 – Lorenza Baroncelli
23 – Lorenzo Balbi
24 – Clementina Rizzi
25 – Ludovico Pratesi
26 – Umberto Croppi
27 – Lorenzo Bruni
28 – Daniele Capra
29 – Paola Ugolini
30 – Giorgio Galotti
31 – Antonio Marras
32 – Lorenzo Canova
33 – Massimiliano Zane
34 – Maria Bonmassar
35 – Valentino Nizzo
36 – Marcello Smarrelli
37 – Andrea Cusumano